English version | Cerca nel sito:

Pulizia etnica Balcani

Riapre la Biblioteca di Sarajevo

Molti i libri distrutti, ma rivive l'antico palazzo con il suo ruolo centrale per la memoria bosniaca. Si spera che non sia minacciato dall'incuria e dalle manipolazioni ideologiche come il Museo nazionale appena chiuso. Perdurano le difficoltà per creare un Giardino dei Giusti. È un "dopoguerra freddo", come scrive Osservatorio Balcani


L'incubo del sindaco serbo

Non sono ancora i risultati ufficiali, ma lo scrutinio dell'88% dei seggi attribuisce la vittoria al candidato serbo Kocevic. Un incubo che si realizza per i bosniaci musulmani, che da mesi protestano per la decisione della Commissione elettorale di escludere dal voto coloro che non risiedono più a Srebrenica perchè fuggiti dopo il massacro del 1995.


Ban Ki Moon chiede scusa per Srebrenica

È il primo Segretario Generale dell'ONU a rendere personalmente omaggio agli 8.000 musulmani uccisi l'11 luglio 1995. "Non fummo all'altezza delle nostre responsabilità", ha dichiarato il diplomatico davanti al Parlamento di Sarajevo.  


Emir Kusturica nazionalista serbo?

Il regista fonda una città nella Repubblica Sprska, Andricgrad ispirata all'opera di Ivo Andric. Dal famoso ponte sulla Drina alcuni bosniaci vennero gettati dopo essere stati sgozzati. Alla nuova città mancano le moschee. Per questo Le Monde pensa a un'operazione nazionalista. 


I bosniaci ricordano Srebrenica

L'11 luglio 1995 le forze serbo-bosniache comandate da Ratko Mladic e Radovan Karadzic uccidevano 8.000 uomini e bambini musulmani nell'enclave dell'ONU in Bosnia orientale. All'anniversario parteciperanno almeno 30mila persone. La figlia di una vittima dichiara: "È un dolore insopportabile". Continua il processo ai carnefici.  


L'Aja: Karadzic assolto dall'accusa di genocidio in Bosnia

L'ex capo politico serbo Radovan Karadzic non è stato ritenuto responsabile di genocidio dai giudici dell'Aja per i massacri compiuti in Bosnia tra il 1992 e il 1995. Sul suo capo pendono le accuse per crimini di guerra e contro l'umanità e per il genocidio di Srebrenica.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

leggi tutto