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Pulizia etnica Balcani

I mille giorni di Sarajevo

Il cinque aprile 1992 cominciava l'assedio della città di Sarajevo, il più lungo della storia. Oggi la popolazione lo ricorda con un museo.


Premio Duško Kondor 2012

Gariwo Sarajevo ha premiato per coraggio civile l'insieme dei cittadini di Sarajevo che hanno resistito all'assedio della città (1992-1996), l'artista Nedeljko Neđo Galić che ha salvato mille persone dal lager allestito nell'Eliodromo, Matija Stević che cercò di fare rispettare le Convenzioni di Ginevra all'esercito della Republika Sprska e Budimir Budo Koprivica che salvò dallo stupro etnico due vicine a Mostar. Consegnata al giornalista croato Viktor Ivančic la menzione per l'affermazione del coraggio civile. 


Bosnia, negare il genocidio è reato

Nonostante l'opposizione di alcuni deputati serbi il Parlamento di Sarajevo ha approvato una proposta che prevede il carcere da tre mesi a tre anni per chi neghi la strage di Srebrenica dell'11 luglio 1995. 


La Serbia arresta Goran Hadzic

Fermato a Belgrado l'ex comandante delle forze separatiste croate durante il conflitto nella ex-Jugoslavia, Goran Hadzic, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità commessi negli anni 1991-1995 e in particolare nell'assedio della città croata. 


Srebrenica 16 anni dopo

L'11 luglio 1995 8.500 ragazzi e uomini musulmani venivano assassinati e gettati in fosse comuni dalle truppe comandate da Ratko Mladic, arrestato poche settimane fa. Mentre si percorre la difficoltosa strada dei processi, la Bosnia ha ricordato il massacro dando degna sepoltura ai resti di 613 vittime. 


Olanda condannata per strage di Srebrenica

Secondo una corte d'appello olandese, i soldati ONU del Paese hanno causato l'assassinio di tre musulmani costringendoli a lasciare la città assediata e condannandoli così ad essere sterminati dalle truppe del generale Mladic, insieme ad altri 8 mila uomini.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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La storia

Andrea Angeli

funzionario italiano ONU che, per primo nella Sarajevo assediata, si adoperò per trovare e mettere in salvo Rosaria Bartoletti