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Pulizia etnica Balcani

Assegnati i premi Duško Kondor 2011

Premiate in Bosnia le figure di coraggio civile della ex Jugoslavia. Il riconoscimento ricorda il collaboratore di Gariwo Sarajevo assassinato nel 2007 per impedirgli di testimoniare in tribunale su una strage di musulmani. All'interno le motivazioni dei premi assegnati a Josip Reilh Kir, Zlatko Hrvic, Sekul Stanic e Zoran Mandlbaum. Premiato anche Esad Kocan, giornalista montenegrino che ha sacrificato carriera e serenità familiare per opporsi alla pulizia etnica.


Divjak è libero su cauzione

L'ex generale è stato rimesso in libertà dopo che è stata pagata una cauzione di 500 mila euro. La misura di detenzione a fini di estradizione viene revocata, ma sull'estradizione stessa dovrà invece decidere il tribunale di Korneuburg.


Prescrizione per i complici di Mladic

Prescritti i reati di dieci uomini che hanno aiutato Ratko Mladic a sfuggire all'arresto. Il criminale di guerra latitante è già stato condannato a L'Aja per genocidio per la strage di Srebrenica dove furono uccisi 8 mila musulmani.


Il massacro di Srebrenica

I resti di 120 persone, vittime del massacro di Srebrenica, sono stati esumati da 8 fosse comuni a Zalazje, non lontano dal luogo della strage.


Srebrenica, fu genocidio

Prime due condanne per il crimine di genocidio. 
L'eccidio di Srebrenica è da inquadrare come episodio di un piano volto a realizzare un genocidio.
A quindici anni dal massacro emesse le sentenze nei confronti dei sette ufficiali dell'esercito serbo-bosniaco accusati di crimini contro l'umanità, violazione delle usanze di guerra e genocidio.


I Premi "Dusko Kondor" per il coraggio civile

Sono sei le figure insignite del riconoscimento in memoria dell'attivista dei diritti umani membro di Gariwo Sarajevo, ucciso nel 2007: Krstan Bijeljac, Esad Alic, Slobodan Pejovic, Srdjan Aleksic, Miomir Mile Plakalovic, Amela Dudic.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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