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Pulizia etnica Balcani

Il rebus bosniaco

Dopo il referendum del 25 settembre e le elezioni amministrative del 2 ottobre, in Bosnia la convivenza tra serbi, croati e musulmani è sempre più difficile. Nessuno forse vuole una nuova guerra, ma nel Paese si alimentano sentimenti separatisti e vecchi rancori etnici.


La sfida dei serbo bosniaci

“Volete celebrare il 9 gennaio come festa nazionale della Repubblica Srpska?”. Una domanda apparentemente innocua, se non fosse che il 9 gennaio in questione celebra la decisione presa nel 1992 dai parlamentari serbi di proclamare unilateralmente la Repubblica serba di Bosnia - primo atto di un conflitto conclusosi solo nel 1995.


Monumento a Slobodan Milosevic

La proposta dei socialisti serbi, alla quale il Presidente Nikolic si è detto "in parte a favore e in parte contro, come succede in tutto il popolo di questo Paese", ha incontrato il dissenso virale di decine di attivisti Twitter. Non sembrano molti, ma oppugnano fatti gravissimi come il genocidio di Srebrenica


Karadzic colpevole del genocidio di Srebrenica

Il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia, con sede all’Aja, ha ritenuto Radovan Karadzic colpevole per il genocidio di Srebrenica, l'assedio di Sarajevo e altri crimini contro l'umanità.


Bosnia, anche Gariwo tra i veterani... della pace

Osservatorio Balcani e Caucaso segnala due importanti realtà dedicate alla riconciliazione in Bosnia-Herzegovina: oltre al Centro per l'Azione Non Violenta (CNA), anche Gariwo Sarajevo diretta da Svetlana Broz, nipote di Tito e autrice del libro I Giusti nel tempo del male sui salvataggi inter-etnici nella ex Jugoslavia.


Srebrenica, vent'anni dopo

L’11 luglio 1995 le truppe serbobosniache guidate dal generale Ratko Mladic entravano a Srebrenica, uccidendo 8372 uomini e ragazzi musulmani. Vent'anni dopo, il massacro divide ancora i Paesi della regione.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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Il libro

Geopolitiche dei Balcani

Elena Dell’Agnese, Enrico Squarcina

Multimedia

Bosniaci e serbi insieme a Srebrenica

la rinconciliazione in una squadra di calcio

La storia

Hasan Nuhanovic

l'accusatore di Srebrenica