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Pulizia etnica Balcani

Cantare per la riconciliazione a Srebrenica

Il 6 giugno Papa Francesco sarà in visita nella capitale bosniaca, Sarajevo. Ad accoglierlo sarà presente anche il Srebrenica Superar Choir, formato dai bambini della Chiesa serbo ortodossa e dai giovani musulmani. Il coro è un progetto multietnico di riconciliazione, in un Paese ancora profondamente diviso.


A Srebrenica il Bosco della Memoria 8372

L’11 luglio del 1995 le truppe del generale Ratko Mladic entrarono nella cittadina bosniaca di Srebrenica e uccisero 8372 persone, in maggior parte vecchi, bambini e ragazzi. Con l’avvicinarsi del ventesimo anniversario della strage, nella città di Goradze sono stati piantati i primi alberi del Bosco della Memoria 8372.


Una condanna per Srebrenica

La Camera d’Appello del Tribunale penale per la ex Jugoslavia ha confermato l’ergastolo per Zdravko Tolimir, ex generale serbobosniaco accusato del genocidio di Srebrenica del luglio 1995.


Serbia e Croazia non commisero genocidio

La Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite ha respinto le accuse di genocidio rivoltesi reciprocamente da Serbia e Croazia per il conflitto degli anni '90. Il tribunale ha infatti escluso che nelle intenzioni di entrambi i Paesi fossero presenti volontà genocidarie.


"Quello che manca è la riconciliazione"

È bastato un drone per trasformare una partita di calcio in uno scontro tra nazionalismi. È successo a Belgrado durante Serbia-Albania. Quello che manca oggi tra i Paesi tuttavia non è la pace, ma un solido processo di riconciliazione, come sostiene la scrittrice croata Slavenka Drakulic.


Srebrenica, il Dutchbat diventa Memoriale

L'Olanda trasformerà in museo la fabbrica che dal '93 al '95 ospitò il Dutchbat, il battaglione dei caschi blu olandesi che avrebbe dovuto proteggere l'enclave musulmana di Srebrenica. Per la prima volta saranno raccolte le testimonianze dei soldati olandesi, ma i sopravvissuti temono che il progetto possa preludere alla riabilitazione del loro ruolo durante la guerra in Bosnia. 


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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Multimedia

Riapre la biblioteca di Sarajevo

distrutta dai bombardamenti del 1993

La storia

Srdjan Aleksic

Nel 1993 salvò un musulmano da un gruppo di soldati serbi