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Pulizia etnica Balcani

Serbia e Croazia non commisero genocidio

La Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite ha respinto le accuse di genocidio rivoltesi reciprocamente da Serbia e Croazia per il conflitto degli anni '90. Il tribunale ha infatti escluso che nelle intenzioni di entrambi i Paesi fossero presenti volontà genocidarie.


"Quello che manca è la riconciliazione"

È bastato un drone per trasformare una partita di calcio in uno scontro tra nazionalismi. È successo a Belgrado durante Serbia-Albania. Quello che manca oggi tra i Paesi tuttavia non è la pace, ma un solido processo di riconciliazione, come sostiene la scrittrice croata Slavenka Drakulic.


Srebrenica, il Dutchbat diventa Memoriale

L'Olanda trasformerà in museo la fabbrica che dal '93 al '95 ospitò il Dutchbat, il battaglione dei caschi blu olandesi che avrebbe dovuto proteggere l'enclave musulmana di Srebrenica. Per la prima volta saranno raccolte le testimonianze dei soldati olandesi, ma i sopravvissuti temono che il progetto possa preludere alla riabilitazione del loro ruolo durante la guerra in Bosnia. 


ONU, il premio per l'innovazione interculturale

Assegnato il premio Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite al progetto multimediale"Ordinary Heroes" della giornalista bosniaca Velma Saric, per aver individuato e divulgato in forma innovativa le storie dei soccorritori che hanno operato durante il genocidio nella ex Jugoslavia.  


Srebrenica: Olanda responsabile per il massacro

La corte distrettuale dell'Aja ha riconosciuto l’Olanda responsabile per l'uccisione di oltre 300 bosniaci musulmani a Srebrenica nel luglio 1995: lo stato olandese avrebbe dovuto sapere che i musulmani sarebbero stati uccisi dai serbo-bosniaci, quando li consegnarono a questi ultimi.


Da Srebrenica un messaggio di pace

Una marcia per la pace, partita martedì dalla località di Nezuk, ha raggiunto Srebrenica per le celebrazioni del 19esimo anniversario del genocidio. In questo modo i partecipanti vogliono lanciare un messaggio di pace, non solo per la Bosnia Erzegovina, che ancora lotta per sanare le ferite di quel conflitto, ma anche per il mondo intero.


La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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Multimedia

Do you remember Sarayevo?

Il documentario sui civili bosniaci invitati dal loro sindaco a filmare la guerra

La storia

Svetlana Broz

cardiologo che ha raccolto le storie di salvataggio inter-etnico nel conflitto jugoslavo