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Olanda condannata per strage di Srebrenica

Caschi blu causarono la morte di 3 musulmani

Una commemorazione

Una commemorazione

Una Corte d'appello olandese ha stabilito che il Paese Basso è responsabile della morte di tre musulmani nel massacro di Srebrenica.

A Srebrenica gli uomini guidati dal generale Ratko Mladic sterminarono circa 8 mila civili. Nella città era presente un gruppo di Caschi blu olandesi che, quando si resero conto che le forze di Mladic stavano per avere la meglio, costrinsero migliaia di famiglie musulmane a lasciare la città assediata, firmando la condanna a morte dei loro uomini.
I soldati di Mladic condussero i maschi che avevano già compiuto 16 anni qualche kilometro più in là e li uccisero. 

Il caso è stato aperto da Hasan Nuhanovic, un interprete che perse un fratello e il padre, e dai familiari dell'elettricista Rizo Mustafic. Secondo loro i Caschi blu avrebbero dovuto proteggere questi uomini. Il tribunale civile ha sostenuto che i tre furono gli ultimi ad essere espulsi dalla città dai Caschi blu che a quel punto si erano resi conto di qual era il destino che li attendeva.

Questa sentenza potrebbe avviare nuovi processi per episodi simili e, in senso più ampio, a richieste di risarcimento ai Paesi che forniscono truppe per le missioni di peacekeeping.

(Foto di Nacho Fradejas)

6 luglio 2011

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La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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