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Un archivio di testimonianze per la Bosnia

un passo verso la riconciliazione?

Promuovere la pace e la riconciliazione attraverso le testimonianze. È l’anima del progetto Oral History in Bosnia and Herzegovina: Unveiling Personal Memories on War and Detention, promosso dall’università di Sarajevo. 


“Abbiamo viaggiato per l’intera nazione - racconta Svjetlana Celic, del Centro giornalistico bosniaco. e intervistato membri di tutti i gruppi etnici e delle minoranze nazionali. Abbiamo cercato di raggiungere le persone che hanno maggiormente sofferto durante quel terribile momento”. 


I video delle testimonianze mostrano le storie personali di vittime, ex ufficiali e politici che sono stati protagonisti del conflitto del 1992-95. Per la maggior parte degli intervistati, parlare pubblicamente della loro vicenda e del quadro più generale della pulizia etnica è l’unico modo per giungere finalmente alla ricostruzione della verità storica.


Il conflitto balcanico infatti ha lasciato una ferita ancora aperta che nemmeno le sentenze del Tribunale penale per la ex Jugoslavia sono riuscite a sanare. Il risultato di questa mancata versione chiarificatrice delle responsabilità è l’attuale divisione di memorie, per cui ogni Stato - o minoranza etnica - difende il suo operato e onora i propri partecipanti al conflitto come eroi nazionali: quelli che per i serbi sono criminali di guerra sono soldati valorosi per i croati, e viceversa.


Raccontare le storie personali di chi ha vissuto quegli anni è quindi per i promotori dell’iniziativa un passo importante per la riconciliazione, affinché ogni parte possa diventare consapevole di quanto è accaduto all’altra. “Questi racconti - spiega Sasa Madacki, del Centro per i diritti umani dell’università di Sarajevo - possono fare molto di più, nelle scuole e per le giovani generazioni, di qualsiasi libro o qualsiasi lezione”. 


Il progetto, creato nel 2011 e finanziato dal Ministero degli esteri olandese, prevede un archivio online con tutte le testimonianze (in lingua originale e con sottotitoli in inglese). Una simile iniziativa è stata lanciata anche in Croazia, attraverso il programma Croatian Memories, che ha raccolto 450 interviste ai sopravvissuti al conflitto balcanico. Presto anche Serbia e Kosovo disporranno di propri archivi, sul modello di Bosnia e Croazia.

8 novembre 2013

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La pulizia etnica

nella ex-Jugoslavia

La Jugoslavia federale era costituita da sei repubbliche (Serbia, Croazia, Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia) e due regioni autonome unite alla Serbia (Kosovo e Vojvodina). Con la morte di Tito, nel 1980, scoppiano le tensioni politiche che sono all'origine della guerra civile tra le varie repubbliche che componevano lo Stato federale.
Nel periodo che va dal 1990 al 1999, con un precedente nel 1989, quando la Serbia si oppone all'autonomia del Kosovo, le parti in guerra utilizzano a più riprese la pulizia etnica per prevalere.

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Jovan Divjak

autore di " Sarajevo mon amour "