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Shoah e nazismo

La banalità della compassione

Avraham Burg recensisce su Haaretz il nuovo libro di Yair Auron su un villaggio circasso del Caucaso dove furono salvati 32 bambini. Una ricerca storica accurata, che non viene meno all'impegno di abbracciare i valori umani universali, talvolta anche in contrasto con alcune posizioni di Yad Vashem. 


The, fierezza e mistero

Tutto ciò conteneva una tazza appartenuta a Guta e Mayer Rak, ebrei polacchi che ebbero le famiglie sterminate dai nazisti e furono rinchiusi nel GULag dopo aver tentato di fuggire a est. Dopo aver letto del ritrovamento di un oggetto simile ad Auschwitz, la nipote Sabina ha deciso di svelare la storia dei nonni. 


Il campo di Ferramonti

A Ferramonti i prigionieri venivano raccolti e internati, ma non uccisi o deportati. All'interno del campo la vita non era facile, ma rimaneva comunque ben lontana da quella cui erano costretti gli ebrei imprigionati nei campi di concentramento tedeschi. Ferramonti era sì un luogo di prigionia, ma non di violenza né di coercizione.


Liberare la Shoah dal ghetto ebraico

La Shoah è un importante elemento dell’identità nazionale ebraico-israeliana. Serve i fini del discorso della destra protofascista, razzista, vittimista, finalizzato a cancellare con un colpo di spugna i crimini che si continuano a perpetrare contro i palestinesi e a mettere il mondo cristiano nella posizione di doversi eternamente scusare.


"L'Olocausto non potrà mai prescindere dal ghetto ebraico"

In risposta alle obiezioni verso il "giudeo-centrismo" degli studi sull'Olocausto da parte di Daniel Blatman, Yehuda Bauer scrive "dopotutto, gli ebrei non furono portati a Treblinka solo in quanto esseri umani" e "la Shoah non può mai essere vista come esterna al ghetto ebraico".


​Charles Aznavour e l’omaggio tardivo alla famiglia

Il collaboratore di Haaretz Avner Shapira ha dedicato un articolo al libro di Yair Auron, professore della Open University di Tel Aviv, responsabile di Neve Shalom e di Gariwo Israel, sul grande cantautore francese di origini armene Charles Aznavour, la cui famiglia salvò molti ebrei nella Parigi occupata.


Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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