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Shoah e nazismo

Irena Sendler, la terza madre del ghetto di Varsavia

Irena Sendler è stata un’infermiera e assistente sociale polacca, cattolica, che durante la seconda guerra mondiale riuscì ad organizzare una rete di soccorso, portando in salvo più di 2500 bambini - destinati allo sterminio solo per essere nati ebrei - dal ghetto di Varsavia. Il racconto di Roberto Giordano, che le ha dedicato un libro e uno spettacolo.


In ricordo di mio padre, Dott.Ho Feng Shan

Mio padre sarebbe stato infinitamente grato di tutti i riconoscimenti che gli sono poi stati tributati. Per lui la ragione per fare ciò che ha fatto è semplicemente questa, come ha detto: “vedendo il tragico destino degli Ebrei è naturale provare profonda compassione e, per un profondo senso di umanità, sentirsi in dovere di aiutarli”.


Metà della vita: storia di un bambino ebreo a Roma nel 1938

La Professoressa Simona Emiliani del Liceo Cavour di Roma ci parla sulla piattaforma di GariwoNetwork, dal punto di vista dei propri alunni, dell'incontro con Guido Tagliacozzo - che ha raccontato nella loro classe quando nel '38 da bambino ebreo in Italia visse l'esperienza dell'emarginazione, sperimentando però il buon cuore di amici e persone che lo aiutarono e permisero a lui e alla sua famiglia di sfuggire alla deportazione.


​Etty Hillesum sull’odio

Con il dilagare di odio e antisemitismo in Europa e in Italia, provo ora a riassumere le riflessioni di Etty Hillesum sull’odio e sull’inimicizia. Quali erano gli aspetti fondamentali della sua concezione del mondo che volle comunicarci? Quali sono gli elementi che compongono questa sua idea?


"Sum Ebreu Che Scapum"

Questa storia inizia nel luglio 1943. Quando la famiglia ebrea Luzzati, in notti di fiato corto e cuore sospeso, comincia la sua fuga, e trova chi, senza volere nulla in cambio, l'avrebbe ospitata, protetta, salvata. Ce la racconta Rosita Poloni, che ha raccolto la testimonianza di Simonetta Luzzati presso Shorashim, in occasione del Giorno dedicato alla Memoria.


Kielce: storia di un pogrom

Con Pogrom di Kielce s’intende il massacro del 4 luglio 1946, che avvenne nella omonima città polacca a danni della piccola comunità ebraica che vi era ancora presente. Un episodio estremamente significativo, a un anno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, di cui scrivono Gabriele Nissim e Gabriele Eschenazi in "Ebrei Invisibili" (Arnoldo Mondadori Editore, 1995), una dettagliata indagine sulla storia degli ebrei sopravvissuti alla Shoah e rimasti nei Paesi comunisti e sulle origini dell’antisemitismo nell’Europa dell’Est, utile per capire perché e da dove nascono le problematiche al centro del dibattito ancora oggi.


Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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Il libro

Ho sconfitto Hitler

Rubino Romeo Salmonì

La storia

José Arturo Castellanos

Il console salvò dai 20 ai 40mila ebrei dallo sterminio