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Canti religiosi ebraici su un campo di battaglia tedesco

storia del soldato americano Max Fuchs

Max Fuchs canta il rito ebraico ad Aachen

Max Fuchs canta il rito ebraico ad Aachen foto data da Max Fuchs al New York Times

La prima città tedesca caduta davanti alle forze armate alleate fu Aachen, vicino al confine fra Germania e Francia. Qui accadde un episodio poco noto della seconda guerra mondiale. Max Fuchs, un soldato semplice americano di origine ebraica, che aveva perso molti parenti nei lager, volle organizzare un momento di preghiera per le truppe, sul campo di battaglia, mentre i tedeschi sparavano a poca distanza. Fuchs - che aveva cantato in yeshiva a Manhattan da giovanissimo - fece risuonare i canti religiosi ebraici davanti a 50 commilitoni ebrei: era il 29 ottobre 1944.

La funzione religiosa, che richiese molti sforzi organizzativi da parte dell'esercito americano e comportò molti rischi per i partecipanti, fu poi trasmessa via radio prima in America dal canale NBC, quindi in tutta la Germania. Furono mostrati anche i commenti del cappellano cattolico e di quello protestante dell'esercito USA. Fu la prima volta nel Paese, dall'instaurazione del governo di Hitler, che si svolgeva pubblicamente un rito ebraico.

Max Fuchs si è spento pochi giorni fa a 96 anni. La sua generazione fu segnata dai lutti e dalle macerie della seconda guerra mondiale e della Shoah. Nel 2009, raccontando di quella funzione religiosa organizzata in piena guerra, ricordò l'emozione enorme di quel momento. Max era nato in Polonia nel 1922. La sua famiglia aveva conosciuto l'antisemitismo ed era fuggita in America quando lui aveva 12 anni. Appassionato di musica, da ragazzo avrebbe voluto studiarla presso un collegio ebraico di New York, ma arrivò la guerra a distruggere il suo progetto. Fuchs fu tra i coraggiosi protagonisti dello sbarco in Normandia, venne ferito diverse volte ed ebbe incubi per almeno 20 anni dopo il conflitto. Nel dopoguerra cantò in un coro ebraico, dopo il lavoro quotidiano come tagliatore di diamanti. Teneva in casa una foto di lui che cantava i canti religiosi in uniforme ad Aachen, di fianco alla sinagoga distrutta, ma fino al 2009 non rivelò mai ai parenti la storia di quella foto.

12 luglio 2018

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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