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Ho Feng Shan, lo Schindler cinese

diplomatico a Vienna, salvò migliaia di ebrei

Ho Feng Shan, lo Schindler cinese

Ho Feng Shan, lo Schindler cinese machopolitan

La CNN racconta la storia di un uomo che, fino alla morte avvenuta nel 1997, non aveva mai raccontato dei suoi atti di salvataggio quando era diplomatico in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Tra il 1938 e il 1940, da inviato della Cina nazionalista a Vienna, concesse il visto ad almeno 4.000 ebrei in fuga dopo l'Anschluss. Mentre gli altri Paesi rifiutavano di concedere i visti per timore di esacerbare la furia nazista, Ho insistette. 

Secondo lo storico Xu Xin dell'Università di Nanchino, fu forse la prima feluca ad adottare un comportamento "giusto". Quando la sede del consolato fu requisita perché apparteneva a un ebreo, pagò di tasca propria l'affitto di nuovi locali e continuò l'opera di salvataggio. La figlia Manli Ho ricorda che era un uomo di grande integrità, di saldi principi e molto determinato. 

20 luglio 2015

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Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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