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I Giusti tra psicoanalisi e letteratura

esce "Commedia in minore" di Hans Keilson

Quando è stato ripubblicato in America, il libro dello psicoanalista americano è stato giudicato geniale da Francine Prose del New York Times e ha trovato accoglienza favorevole presso numerosi altri critici autorevoli. Ora esce in italiano per i tipi di Mondadori e ne emergono molti dettagli in più. 

Keilson, morto pochi mesi fa a 101 anni, era uno scrittore che ebbe il primo libro, La vita continua, censurato dai nazisti nel 1933 e affiancava all'attività artistica e di testimonianza un'importante opera di cura dei pazienti affetti da "trauma sequenziale" per essere stati perseguitati da piccoli dai nazisti. 


Commedia in minore è dedicato a Leo e Suus Rientsma, la coppia di olandesi che ebbe il coraggio di ospitare Keilson, salvandolo dalla deportazione. Il protagonista, Nico, un commesso di profumeria ebreo nascosto per quasi un anno da una giovane coppia, esprime i sentimenti dell'autore, che invece ha perso i genitori ad Auschwitz. "È una fortuna che i miei genitori siano già morti", spiega, dopo aver visto in faccia la paura, questo "abbandonarsi inermi, strappati a ogni sicurezza, dignità e amore". 


Sulle motivazioni dei Giusti che soccorsero queste persone impaurite, il libro mostra che parole come "amore per il prossimo", "dovere nazionale" o "disobbedienza civile" erano "solo un pallido riflesso del sentimento ben più profondo" che li aveva spinti a correre enormi rischi per salvare il perseguitato. Secondo Paolo Lepri del Corriere della Sera, Kielson descrive la loro vicenda, inserita nella tragedia collettiva della Shoah, senza lesinare ingredienti narrativi quali lo humour e la suspence. Lepri assicura che alla fine del libro protagonisti e lettori tornano a casa "sorpresi, contenti e un po' smaliziati". 

8 gennaio 2013

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