English version | Cerca nel sito:

Il caso Palatucci approda sul New York Times

il quotidiano riprende la ricerca del Centro Primo Levi

Giovanni Palatucci

Giovanni Palatucci

Il caso Palatucci approda sulle pagine del New York Times. Il dibattito innescato dall'articolo di Alessandra Farkas apparso sul Corriere della Sera del 25 maggio continua sul quotidiano americano, che ricostruisce la vicenda partendo dalle ricerche del Centro Primo Levi.

Il New York Times riporta la notizia della rimozione, in seguito all'emergere dei nuovi dati storiografici, della figura di Palatucci da una mostra del Museo dell'Olocausto di Washington, intitolata Some Were Neighbors: Collaboration and Complicity in the Holocaust. Secondo il quotidiano, ci sono nuove prove che suggeriscono la collaborazione di Palatucci alla deportazione degli ebrei ad Auschwitz.


Nella lettera inviata al direttore del Museo dell'Olocausto dal Centro Primo Levi si legge che la ricerca, condotta su circa 700 documenti, ha concluso che per sei anni Palatucci fu "un esecutore delle leggi razziali e - dopo aver giurato fedeltà alla Repubblica Sociale di Mussolini, collaborò con i nazisti". Secondo i documenti analizzati, non ci sono prove a testimonianza dell'aiuto offerto agli ebrei, ma anzi ci sono elementi che provano che Palatucci aiutò i tedeschi a identificare gli ebrei.


Natalia Indrimi, direttrice del Centro Primo Levi, non solo contesta il salvataggio di 5000 ebrei attribuito a Palatucci, ma capovolge drasticamente il suo ruolo durante le deportazioni. "Semmai Giovanni Palatucci - ha dichiarato la direttrice - rappresenta il silenzio, l'arroganza e la complicità di molti giovani ufficiali italiani che hanno entusiasticamente seguito Mussolini nei suoi ultimi disastrosi momenti".


Lo stesso Yad Vashem, che nel 1990 aveva concesso il titolo di Giusto tra le Nazioni a Palatucci, alla luce delle nuove acquisizioni ha deciso di riesaminare meticolosamente i documenti sul commissario di Fiume. Un analogo atteggiamento è stato assunto dal Vaticano, che nel 2004 aveva beatificato Giovanni Palatucci.



Il dibattito sulla vicenda è ancora aperto. Dopo l'articolo di Alessandra Farkas sul Corriere della Sera, Gabriele Nissim, Presidente di Gariwo, Matteo Luigi Napolitano, docente dell'Università Marconi di Roma, Natalia Indrimi del Centro Primo Levi di New York, la storica Anna Foa e altre voci autorevoli sono intervenuti nella discussione.

Nel box approfondimenti gli articoli relativi alla vicenda Palatucci

20 giugno 2013

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

leggi tutto

Multimedia

Storie di lotte e di deportazione

documentario sulle interviste italiane raccolte dallo USC Shoah Foundation Institute di Giovanna Boursier, Pier Milanese

La storia

​Vasiuta Wegrzynowska

la contadina ucraina uccisa dai nazionalisti