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Il Senato di Varsavia approva la legge sulla Shoah

è reato menzionare le responsabilità polacche nel genocidio degli ebrei

Il Presidente polacco Andrzej Duda

Il Presidente polacco Andrzej Duda East News

Il Senato polacco ha approvato il 1° febbraio 2018 il controverso disegno di legge che vieta di definire "polacchi" i campi di sterminio nazisti e di fare ogni riferimento alle complicità di cittadini polacchi nella Shoah. Il dibattito è stato acceso e a tratti veemente, con interventi discutibili dei canali della tv di Stato polacca, che avrebbero avanzato perfino l'ipotesi di chiamare i lager "campi di sterminio ebraici", come se fossero stati un prodotto della cultura degli ebrei. Né sono mancate profonde tensioni diplomatiche tra Polonia e Israele, come pure critiche da parte degli Stati Uniti. Pubblichiamo di seguito il commento odierno di Ofer Aderet, giornalista di Haaretz, che ha seguito questa vicenda fin dall'inizio.

Nonostante le promesse fatte a Israele, il Senato polacco vota la legge che punisce chi menziona la complicità della nazione nella Shoah.

La legge, che deve essere approvata dal Presidente, prevede fino a tre anni di carcere per coloro che citano il coinvolgimento dei polacchi nei crimini nazisti

di Ofer Aderet, 1° febbraio 2018

La Camera alta del Parlamento polacco, il Senato, ha approvato una legge controversa che punisce le asserzioni circa la complicità della nazione polacca nella Shoah. Un provvedimento che ha sollevato una tempesta di critiche in Israele.

"Dobbiamo inviare un chiaro segnale al mondo che non permetteremo che la Polonia continui a essere insultata" ha detto Patryk Jaki, Vice Ministro della Giustizia, ai reporter presenti in Parlamento.

Il Senato ha votato nelle prime ore di giovedì il disegno di legge, che ora sarà inviato al Presidente Andrzej Duda per la firma definitiva.

L'agenzia polacca PAP ha riferito che 57 senatori hanno votato per il disegno di legge, con 23 contrari e due astensioni.

La norma vieta ogni affermazione secondo cui il popolo o lo Stato polacco furono responsabili o complici dei crimini di guerra o contro l'umanità. La legge vieta anche di minimizzare la responsabilità dei "veri perpetratori" di questi crimini.

In alcune note esplicative al disegno di legge, viene fatto osservare che esso mira a combattere espressioni come "campi di sterminio polacchi", che si presume attribuiscano la colpa dei crimini nazisti ai polacchi – invece di riferirsi ai campi di concentramento nazisti in Polonia. La legge stabilisce una pena detentiva fino a tre anni in caso di violazione delle norme.

La Camera bassa del Parlamento aveva votato la legge lo scorso venerdì. Secondo i resoconti usciti sulla stampa, il passaggio alla Camera della legge avrebbe creato una tempesta politica, civile e mediatica in Israele. Dirigenti israliani hanno preso diverse contromisure, compresa una telefonata tra il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e la sua controparte polacca, Mateus Morawiecki. Il Vice Ambasciatore polacco in Israele è stato richiamato dal Ministero degli Esteri israeliano per chiarimenti, e l'Ambasciatore di Israele a Varsavia ha avuto contatti in merito alla questione con l'ufficio della Presidenza polacca.

Tali contatti sono sfociati in un accordo tra i due Paesi per creare una task force per discutere la materia, ma perfino prima che entrambe le parti cominciassero a lavorare, il Senato polacco ha approvato la legge. L'ultimo stadio del processo legislativo polacco è l'approvazione da parte del Presidente Andrzej Duda, che ha il potere di richiedere degli emendamenti o perfino di porre il veto. Tuttavia, Duda ha espresso il suo sostegno per la legge, che secondo lui corregge un torto storico e difende la reputazione della Polonia.

Il provvedimento prevede un'eccezione per "attività scientifiche e artistiche". Il Ministero degli Esteri polacco ha dichiarato che la legge non limiterebbe inoltre la libertà di condurre ricerche o tenere dibattiti storici. Il responsabile dello staff presidenziale, Krzysztof Szczerski, ha dichiarato che la finalità della legge è "prevenire menzogne e affermazioni prive di fondamento dirette al popolo e allo Stato polacchi". Da parte sua, il Ministero degli Esteri polacco ha fatto sapere che essa era volta a "impedire la deliberata diffamazione della Polonia".

In precedenza, l'ufficio presidenziale aveva cercato di alleviare le preoccupazioni sollevate in Israele, affermando: "Chiunque abbia un ricordo personale autentico o una ricerca storica in corso sui crimini o condotte improprie, che abbiano avuto luogo nel passato con la partecipazione di polacchi, ha il pieno diritto di verificarlo".

Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Polonia di ripensare ai progetti per attuare la legislazione proposta, affermando che il suo passaggio potrebbe ledere la libertà di parola, come pure le relazioni strategiche.

La portavoce del Dipartimento di Stato USA Neather Nauert ha espresso le preoccupazioni del suo governo, dichiarando che gli USA comprendono che frasi come "campi di sterminio polacchi" sono "inaccurate, fuorvianti e offensive", ma esprimono il timore che la legge possa "compromettere la libertà di parola e la ricerca accademica".

"Siamo anche preoccupati delle ripercussioni che questa bozza di legge potrebbe avere sugli interessi strategici e sulle relazioni della Polonia — in particolare con gli Stati Uniti e Israele. Le divisioni che potrebbero derivarne tra i nostri alleati finirebbero per favorire solo i nostri rivali" , ha dichiarato Nauert.

"Noi incoraggiamo la Polonia a riesaminare il provedimento alla luce del suo potenziale impatto sul principio della libertà di parola e sulla nostra capacità di essere partner collaborativi".

La dichiarazione di Nauert arriva pochi giorni dopo che il Segretario di Stato USA Rex Tillerson aveva visitato Varsavia, rendendo onore alle vittime ebraiche e polacche della guerra durante la Giornata Internazionale della Memoria dell'Olocausto.

Poco prima una task force del Congresso USA per la lotta contro l'antisemitismo si era detta "allarmata" dal disegno di legge e aveva domandato al Presidente polacco Andrzej Duda di mettervi il veto.

"Siamo profondamente preoccupati che queste norme possano raffreddare il dialogo, la ricerca e il senso di responsabilità dei polacchi rispetto alla Shoah, se questa legislazione dovesse entrare in vigore", ha dichiarato il gruppo bipartisan.

La Camera bassa del Parlamento polacco ha approvato la legge venerdì scorso, un giorno prima della Giornata della Memoria celebrata a livello internazionale per ricordare le vittime della Shoah, una scelta di tempi, questa, che è anch'essa stata criticata in quanto segno di insensibilità.

1 febbraio 2018

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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