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Inaugurato il Memoriale della Shoah di Milano

una riflessione sulla cerimonia

Centinaia di persone hanno preso parte all’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Milano, a tre anni di distanza dalla posa della prima pietra.


Presenti con Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, Ferruccio de Bortoli e Roberto Jarach, Presidente e  Vicepresidente della Fondazione del Memoriale della Shoah di Milano. Diversi anche i rappresentanti delle istituzioni e della politica. Hanno partecipato Mario Monti, Presidente del Consiglio, Alfonso Arbib, rabbino capo, Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione, Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano, Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, Susanna Camusso, segretario CGIL, Mauro Moretti, presidente FS, Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio, Roberto Maroni e Gabriele Albertini, candidati alla presidenza della Regione Lombardia.


Il racconto di Liliana Segre ha concluso la cerimonia al binario 21 della Stazione Centrale, luogo di partenza dei treni diretti ad Auschwitz. La Segre, 82 anni, ha raccontato la storia di quelle "605 persone che, il 30 gennaio 1944, per colpa di essere nati, furono spinti, con parolacce, dentro questi locali", caricati sui treni e portati nel campo polacco. "Ho molto insistito che fosse scolpita la parola 'indifferenza' sul muro di ingresso del Memoriale" ha raccontato la Segre, sostenendo che per quanto riguarda l'Olocausto tale sentimento sia molto più colpevole di ogni altro. 


Vi proponiamo la riflessione di Andre Zhulpa Camporesi, presente all'inaugurazione:
 


Ieri, 27 gennaio, Giornata della Memoria, la normale folla della Stazione Centrale non era raccolta come d’abitudine sotto i grandi tabelloni delle partenze dei treni, bensì tutta concentrata in un’ala laterale della stazione, un po’ nascosta, vicino ad un unico binario, il numero 21. Quel binario da cui partivano i treni con destinazione Auschwitz, Mauthausen, Fossoli, mete infernali per viaggi infernali, ora lo possiamo vedere finalmente con occhi diversi, gli occhi della memoria. Possiamo vedere il vecchio treno di legno e metallo che ha segnato il confine tra la vita e la morte di moltissime persone, possiamo leggere le targhe sul pavimento che ci ricordano la destinazione così differente da quella di un normale percorso in treno, e possiamo entrare in un monumento che vuole invitarci a riflettere sul ricordo e sulla convivenza, sul passato e sul futuro. 


La cerimonia ha avuto un gran successo di pubblico, tanto che la fila fuori dallo spazio del binario è continuata parecchie ore, e soprattutto ha visto la partecipazione di importanti personalità del mondo politico e non, che si sono susseguite al microfono per esprimere la propria idea del concetto della memoria. Il tutto è stato mediato dagli interventi del vicepresidente della Fondazione del Memoriale della Shoah di Milano, Roberto Jarach, che, come la maggior parte degli spettatori, non ha potuto evitare la commozione nell’ascoltare il racconto di Liliana Segre. Senza dubbio è stata lei la figura più importante della cerimonia, a lei è spettata l’ultima e la più veritiera parola della giornata; la sua testimonianza ha inevitabilmente fatto breccia nella sensibilità del pubblico, tanto da farci rabbrividire tutti quanti al rumore improvviso di un treno in partenza nei vicini binari della stazione.

28 gennaio 2013

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Inaugurazione Memoriale della Shoah

foto di Gabriele Nissim e Andre Zhulpa Camporesi

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Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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