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L'arte e la Shoah

presenze singolari e insistenza della memoria

The food of the Dead for the living, di David Olère

The food of the Dead for the living, di David Olère ristampato con il permesso del Museo di Auschwitz

19 aprile, h.10.00/17.00
20 aprile, h. 10.00/13.00
Fondazione Museo della Shoah - Via del Portico d'Ottavia 29, Roma 
Ingresso libero (per prenotazioni mpakman@gmail.com)

In occasione degli ottant'anni dalla promulgazione delle leggi razziali fasciste in Italia e a partire dal giorno in cui ricorre il 75esimo anniversario della Rivolta del Ghetto di Varsavia, un incontro sulla portata universale della singolarità della Shoah, mediato dall'esplorazione delle sue connessioni con l'arte esposta nei musei, nei luoghi della memoria e negli scritti dedicati, ma anche con le diverse forme di micro-eventi artistici che emergono quando ci incontriamo con persone, luoghi, nomi, riferimenti, monumenti, paesaggi, rovine, architetture, richiami e altri frammenti materiali della vita delle vittime, dei testimoni e dei perpetratori

Tutto ciò contribuisce a far sì che la Shoah non sia una mera astrazione di dati empirici, ma un insieme di presenze singolari e vivide che ci coinvolgono e che contribuiscono in questo modo all'insistenza della memoria, col fine di amplificarne la presenza viva, la cui forza peculiare diventa parte di una catena senza fine. Con la scomparsa degli ultimi testimoni diretti tutto questo assume un'importanza cruciale

Gli incontri, in collaborazione con la Fondazione Museo Della Shoah di Roma e con l'International Master of Holocaust Studies Roma Tre Univesity, prevedono gli interventi in italiano e in inglese di: Micol Ascoli, Augustin Blanco-Bazán, Marisa Bellini, Camilla Do Valle, Giulaina Duret, Bela Gold, Alicia Killner, Silvia Londynski Vaks, Yaacov Naor, Jose Nésis, Gabriele Nissim, Jose Ortiz Leroux, Salvatore Pace, Natan Pakman, Valentina Pisanty, Matan Rochlitz, Ana Vogelfang. Coordina Marcelo Pakman, membro del Comitato scientifico insieme a Pietro Barbetta e David Manghnagi.

Vedi programma nel box approfondimenti.

9 aprile 2018

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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