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L'Europa contro l'antisemitismo

successi in Belgio, scandali in Estonia

Il premier belga Elio di Rupo si è scusato per la complicità delle autorità del Regno nella Shoah. "Dobbiamo avere il coraggio di dire la verità", ha spiegato. "Lo Stato belga ha continuativamente collaborato a perseguitare gli ebrei". 

L'annuncio arriva dopo una settimana dall'ammissione di responsabilità del sindaco di Bruxelles Freddy Thielemans nello sterminio nazista degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. 


Se Berlino non ride, Budapest e Tallinn piangono


Ben diversa la situazione in altri Paesi. Il 7 settembre gli imam e i rabbini d'Europa si sono riuniti a Parigi per dimostrare ai fedeli che non vi è inimicizia tra le fedi islamica ed ebraica, dopo che a Berlino un gruppo di giovani musulmani aveva aggredito un rabbino durante l'ultima settimana di agosto. La Francia è ancora scossa per la strage di Tolosa mentre altrove, come a Budapest, si continua a soffrire dell'antisemitismo di origine europea e di matrice neonazista. 


Se la Germania non ride, l'Estonia senza alcun dubbio piange. Il quotidiano Eesti Express ha pubblicato pochi giorni fa una vignetta che mostra alcuni deportati nei lager nazisti, accompagnata da uno slogan sul fatto che una certa pillola dimagrante agisce "come Joseph Mengele" (il chirurgo nazista che compiva crudeli esperimenti sugli internati dei lager) e da una scritta secondo la quale "a Buchenwald non c'erano ciccioni". 


Una vicenda tanto incresciosa, quanto incredibile


Alle proteste del direttore del centro Wiesenthal Ephraim Zuroff il vicedirettore del giornale di Tallinn Sulev Vedler ha replicato dicendo che la sua era satira. In realtà, ha affermato, era per rispondere alla disdicevole pubblicità, stavolta vera, di una ditta di gas che ha messo sul manifesto la cancellata di Auschwitz. 


Zuroff però non si è lasciato ammansire. Ha mostrato a un giornalista del Jerusalem Post e allo stesso Vedler una vecchia vignetta pubblicata sempre in Estonia, dove lui e un ex premier del Paese baltico, rei di avere cercato di premere per far processare un criminale di guerra nazista, erano stati raffigurati come diavoli che bevevano il sangue dello stesso accusato. Una rappresentazione degna di un libello antisemita dell'epoca hitleriana. 


La lotta all'antisemitismo è tra i diritti fondamentali


Un po' migliore appare la situazione in un'altra Repubblica baltica, la Lettonia, dove però il Segretario di Stato americano Hillary Clinton ha dovuto incitare le autorità a portare avanti le restituzioni dei beni confiscati agli israeliti durante la guerra, opera che alcuni estremisti cercano di ostacolare. 


Anche in Italia non mancano esempi deplorevoli di antisemitismo o quanto meno di atroce ironia sulla Shoah. Qualche tempo fa un aeroclub di Treviso aveva scelto come insegna la scritta "Il volo rende liberi", forgiata nella maniera del lager più famigerato.   


L'agenzia europea per il rispetto dei diritti fondamentali ha lanciato proprio in questi giorni un sondaggio sull'antisemitismo in nove Paesi dell'Unione. La rilevazione, aperta fino al 30 settembre, ha per oggetto le violenze e le discriminazioni e possono rispondere tutti gli ebrei maggiori di 16 anni residenti in Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Lettonia, Romania, Gran Bretagna o Svezia. 

11 settembre 2012

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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La storia

​Francesco Tirelli

Nascose ebrei ungheresi nella sua gelateria a Budapest