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Lettere da Berlino

nel film di Vincent Pérez la lotta morale dei coniugi Hampel contro Hitler

Un'immagine delle cartoline tratta dal film

Un'immagine delle cartoline tratta dal film

Domenica 5 novembre l'emittente Sky ha trasmesso Lettere da Berlino, il film di Vincent Pérez con Emma Thompson e Brendan Gleeson su una coppia che ha sfidato il regime hitleriano protestando in un modo inusuale - con delle cartoline - dopo la morte dell'unico figlio in guerra. Il racconto si basa su una storia vera.

Nella realtà storica, infatti, furono Elise Lemme e Otto Hampel, meglio conosciuti come i coniugi Hampel, a osare una protesta pacifica contro il nazismo.

La coppia si era sposata nel 1935, ma la loro battaglia contro l'hitlerismo iniziò solo nel 1940, dopo che il fratello di Elise Hampel morì in seguito all'invasione tedesca della Francia. 

Spinti da questo dolore i coniugi escogitarono un sistema per smuovere le coscienze dei tedeschi. Si misero a scrivere e distribuire 285 cartoline anonime, dove invitavano la gente a non credere più al regime nazionalsocialista e a interrompere la loro collaborazione con i nazisti con una serie di mosse: dal rifiuto di donare per la causa hitleriana e di prestare servizio militare, fino ad appelli per rovesciare il dittatore. Si occupò degli Hampel anche Hans Fallada nel suo libro Ciascuno muore solo

I coniugi Hampel non erano motivati da sdegno intellettuale. Erano semplici operai, Otto in particolare era un gran lavoratore, sempre molto attento alle esigenze dei compagni, disponibile a scambiare il turno con loro se non si sentivano bene e mostrandosi in molte occasioni un generoso uomo del popolo. 

Purtroppo gli Hampel si scontrarono con il fanatismo della maggior parte dei tedeschi guidati da Hitler. Molto spesso furono semplici cittadini a consegnare alla Gestapo le loro cartoline, ritenendole sovversive. In quel periodo il sentimento di rivalsa dei tedeschi dopo la grave crisi economica dovuta in parte all'impatto delle riparazioni imposte alla Germania dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale era molto forte e le prime conquiste di Hitler non facevano che galvanizzarlo. 

Tuttavia Otto ed Elise, che per il loro gesto furono accusati di alto tradimento e ghigliottinati, riportarono anche alcune vittorie morali: un certo numero di cartoline non vennero mai consegnate alle autorità, ed era quindi possibile mettere "almeno un po' di sabbia nel meccanismo del potere". Il responsabile del loro arresto, un uomo vile che si era già macchiato di un omicidio per fare carriera, davanti all'estrema integrità morale dei coniugi ebbe una crisi di coscienza dilaniante che lo portò al suicidio, non prima di avere gettato (secondo il film di Pérez) tutte le cartoline raccolte dalla finestra del suo ufficio.

È stato possibile ricostruire questa storia luminosa di coraggio civile anche attraverso i registri della Gestapo.

 Il trailer di Lettere da Berlino di Vincent Pérez 

Carolina Figini, Redazione Gariwo

9 novembre 2017

Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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La storia

Elizaveta Pilenko-Skobcova (Madre Marija)

Aiutò gli ebrei fornendo falsi certificati di battesimo