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Opporsi all'antisemitismo per evitare altri genocidi

Le parole di Steven Spielberg e Bernard-Henri Lévy

Igor Malicki (Ucraino), sopravvissuto del lager di Auschwitz, visita l'ex campo di sterminio

Igor Malicki (Ucraino), sopravvissuto del lager di Auschwitz, visita l'ex campo di sterminio Reuters

"Il modo più efficace per combattere questa intolleranza e rendere onore a coloro che sono sopravvissuti e a coloro che sono morti è di esercitarci l'un l'altro a fare quello che i sopravvissuti hanno già fatto: ricordare e non dimenticare mai". Così Steven Spielberg si è rivolto ai sopravvissuti all'Olocausto, presenti ieri ad Auschwitz per celebrare, nella Giornata internazionale della Memoria, il 70simo anniversario della liberazione, da parte dell'Armata Rossa, del più grande campo di sterminio nazista, dove morì oltre un milione di persone. 

Il regista americano ha ringraziato i circa trecento ex prigionieri partecipanti alla cerimonia, che hanno ancora sul braccio il numero tatuato impresso per identificarli come prigionieri e che il regista americano da bambino aveva imparato a leggere sulle braccia di alcuni sopravvissuti ungheresi emigrati negli Stati Uniti.

Spielberg ha reso omaggio al coraggio di chi ha voluto raccontare la propria storia e affidato la propria identità a lui e alla Shoah Foundation, consentendo la realizzazione del film "Schindler's List", da lui girato a Cracovia raccogliendo le testimoniane degli scampati alle camere a gas e alle persecuzioni razziali.

Dal regista è venuto anche un richiamo all'oggi, alla necessità di fare di nuovo fronte alla minaccia del fanatismo e della violenza. "Se siete ebrei oggi, anzi se siete persone che credono nella libertà di religione, nella libertà di parola, nella libertà di espressione, sapete che come molti altri gruppi ci troviamo di nuovo a far fronte ai demoni eterni dell'intolleranza. Gli antisemiti, gli estremisti radicali e i fanatici religiosi che stimolano crimini di odio: tutte queste persone vogliono, di nuovo, spogliarvi del vostro passato, della vostra storia e della vostra identità, e anche ora, mentre siamo qui a parlare delle nostre storie personali e di quello che ha fatto di noi ciò che siamo, queste persone ribadiscono le loro tesi, per esempio con le pagine Facebook che segnalano gli ebrei con nome, cognome e indirizzo, a scopo di aggressione, e con gli sforzi crescenti per cacciare gli ebrei dall'Europa. Il modo più efficace per combattere questa intolleranza e per rendere onore a coloro che sono sopravvissuti e a coloro che sono morti è di esortarci l'un l'altro a fare quello che i sopravvissuti hanno già fatto: ricordare e non dimenticare mai". 

Una forte esortazione a opporsi all'antisemitismo per scongiurare altri genocidi è venuta dal filosofo francese Bernard-Henri Lévy nel discorso tenuto a New York in occasione della riunione straordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 22 gennaio sul tema della crescente violenza contro gli ebrei nel mondo. Per la prima volta nella storia dell’Onu, l’Assemblea si è riunita per discutere dell’antisemitismo e l'incontro, programmato tre mesi prima, ha assunto un forte significato dopo i recenti attacchi terroristici a Parigi, 

Lévy ha denunciato la demonizzazione dello Stato di Israele, considerato da molti come "Stato malvagio, ilegittimo, assassino" e i tentativi di negare l’Olocausto e ha ricordato che invece proprio “la comprensione dell’Olocausto ci rende meglio capaci oggi di riconoscere e rispondere ad altri genocidi, come quello della Bosnia o del Ruanda”.
Secondo Lévy, proprio impedendo il risveglio dell'antisemitismo, in preoccupante ripresa in Francia e in altri Paesi, è possibile dare evidenza a tutte le guerre dimenticate, di cui non si parla mai. Così facendo si può contraddire "lo stupido e mostruoso pregiudizio secondo cui in un cuore c'è posto soltanto per un'unica compassione" e si può rivelare "l'autentica verità dei decenni trascorsi: è quando si aveva nel cuore la Shoah che subito si vedeva l'orrore della pulizia etnica in Bosnia; è quando si aveva in mente quel campione dell'inumano che fu il massacro pianificato degli ebrei d'Europa, che si capiva immediatamente quel che accadeva in Ruanda o nel Darfur. Insomma, lungi dal renderci ciechi davanti ai tormenti degli altri popoli, la volontà di non dimenticare nulla del tormento del popolo ebraico è ciò che rende rilevante, evidente, l'immensa afflizione dei popoli del Burundi, dell'Angola, del Congo, e di altri ancora" ha dichiarato Lévy. 

28 gennaio 2015

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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