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Storie di soccorso e Resistenza

tra Germania, Italia e Francia

Dietrich von Hildebrand

Dietrich von Hildebrand

Il 12 ottobre 1889 nasce a Firenze, nella famiglia di uno scultore tedesco protestante, Dietrich von Hildebrand, che diventerà un famoso filosofo e teologo cattolico. Questo pensatore è famoso per essere stato molto apprezzato da Pio XII e da Joseph Ratzinger, ma gioca anche un ruolo importante nella Resistenza. 

Infatti è un pensatore che si occupa di etica, di estetica, di una ricerca filosofica imperniata su un principio di stupore che contrasta fortemente con la grigia omologazione della dittatura nazifascista. 

Hildebrand scrive tra l'altro: "La filosofia implica un meravigliarsi di fronte all’oggetto. Nella filosofia ci si ‘sveglia’ in un modo speciale. Quando un uomo intraprende un’analisi filosofica del mondo, inizia a guardare il mondo con meraviglia, invece di darlo per scontato". 

Politicamente è un assertore di uno Stato corporativo cattolico, come chiamerà la rivista fondata da lui stesso negli anni dell'ascesa del nazismo, incarico che gli costerà la persecuzione e una condanna a morte in contumacia da parte delle camicie brune.

Nel 1940, quando la Germania invade la Francia, Hildebrand è professore a Tolosa. Riesce a nascondersi, ma vive in condizioni difficilissime. Viene aiutato da numerose famiglie di francesi, tra cui quella del politico e resistente Edmond Michelet (futuro Ministro, amico di De Gaulle, Marc Chagall e André Malraux), che sarà il capo della Resistenza a Dachau. Grazie a questi soccorritori riesce quindi fortunosamente a raggiungere, con la moglie, il figlio e la nuora, la costa del Portogallo, dalla quale si imbarcherà per gli Stati Uniti. Sarà uno degli iniziatori del Concilio Vaticano II, anche grazie a preziosi scritti contro il male dell'antisemitismo, e scriverà decine di libri pubblicati in tedesco e inglese sugli argomenti più disparati: la libertà, il senso di comunità e altri. 

27 ottobre 2016

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Shoah

il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
Nella memoria del popolo ebraico e nella sentenza conclusiva del Tribunale Militare Internazionale, la stima dello sterminio è di 6.000.000 di persone. In realtà gli storici più accreditati, tra cui Raul Hilberg, ritengono che la cifra si aggiri intorno a 5.200.000.

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