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Un umile "eroe" dei tempi dell'Olocausto

Adolfo Kaminsky a 19 anni aveva già salvato migliaia di persone

Kaminsky nel 2014

Kaminsky nel 2014 Raphael Zubler

Adolfo Kaminsky, quando Parigi fu occupata dai tedeschi, aveva 18 anni. Era un giovane ebreo di origine russa, la cui famiglia era vissuta per un po' in Argentina, prima di cercare fortuna in Francia. 

Divideva l'appartamento sulla Rive Gauche con altri tre ragazzi, in mezzo a un odore di prodotti chimici. Ai vicini avevano raccontato che erano pittori, in realtà producevano documenti falsi per gli ebrei

"Se non siete ben sicuri di aver combinato qualcosa nella vita", chiosa il New York Times raccontando la sua storia, "non confrontatevi con la sua figura". Kaminsky a 19 anni aveva salvato già migliaia di persone, e ha continuato a farlo in tutti i conflitti del Ventesimo secolo, come ha raccontato al giornale americano adesso, che di anni ne ha 91.

Ha infatti falsificato documenti per i perseguitati dei regimi argentino, greco, nicaraguense, spagnolo, portoghese, e perfino per i disertori americani che non volevano combattere in Vietnam.

Kaminsky racconta: "Se dormivo un'ora, diverse persone morivano. Per questo ero sempre sveglio e continuavo a lavorare disperatamente a tutte le ore, falsificando documenti che garantivano una possibilità di fuga ai perseguitati". Era un lavoro molto difficile, che gli costò la perdita della vista a un occhio: "Un minimo errore ti avrebbe spedito immediatamente alla morte". 

Nell'estate 1943, Kaminsky e la sua famiglia rischiarono di finire ad Auschwitz perché furono arrestati e inviati nel campo di concentramento di Drancy, dal quale partivano i treni della morte. Si salvarono grazie ai loro passaporti e a una protesta ufficiale del governo argentino per il loro arresto. Invece di essere inviati ai campi di sterminio come molti altri, rimasero a Drancy per tre mesi. 

Dopo questo arresto, il padre di Adolfo lo spinse a entrare in una cellula di resistenti, che si occupava dei casi più disperati ottenendo ospitalità per i perseguitati, soprattutto bambini, in conventi e case rurali, per poi aiutarli a fuggire in Svizzera o Spagna.

Secondo gli storici, le reti di Resistenza complessive della Francia aiutarono a salvare da 7.000 a 10.000 bambini. 11.400 bambini furono invece deportati e uccisi.

6 ottobre 2016

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il genocidio degli ebrei

Nel quadro del secondo conflitto mondiale (1939-1945) si compie in Europa il genocidio del popolo ebraico (1941-1945). La “soluzione finale“, sei milioni di ebrei sterminati, è stata preparata da Hitler, salito al potere in Germania nel 1933. A partire dalla pubblicazione del Mein Kampf, Hitler progetta la rivoluzione nazionalsocialista sulla base di un’ideologia razzista.
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