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Stragi Guatemala

Condanna a 6060 anni di carcere

Pena simbolica all'ex militare Pedro Pimentel  per aver partecipato al massacro di Dos Erres, in Guatemala.


Rios Montt a processo per le stragi del Guatemala

In 36 anni le forze governative guatemalteche hanno commesso 626 massacri e ucciso o fatto sparire 200.000 persone nei villaggi indigeni. Ora un giudice ordina di comparire a Efraìn Rios Montt, il generale che, al potere per 17 mesi nel 1982-'83, secondo i magistrati e una commissione ONU, portò la violenza a livelli di "genocidio". 


Al via il processo per le stragi in Guatemala

Città del Guatemala si è aperto il processo contro 4 militari accusati di aver partecipato al massacro di più di 200 persone a Dos Erres, nel 1982, durante la sanguinosa guerra civile che ha sconvolto il Paese. 


Le stragi in Guatemala

della popolazione Maya

Come nel resto dell'America Latina, il modello economico-sociale prevalente in Guatemala dopo la conquista dell'indipendenza dalla Spagna nel 1821, fu quello del dominio della minoranza bianca, ricca e privilegiata, sulla maggioranza della popolazione autoctona o meticcia costretta alla povertà e priva di diritti. Nel 1954 un golpe militare pose fine a un tentativo di riforma agraria che rischiava di compromettere i tradizionali equilibri economici e di potere. Seguirono anni di potreste popolari, sia democratiche che di guerriglia. Fra il 1960 e il 1996 imperversò una guerra civile nel corso della quale si scontrarono gli interessi delle classi agiate urbane discendenti dai colonizzatori e quelli dei ceti più poveri e dei campesiños di etnia maya sparsi nei villaggi delle zone rurali del Paese.
L'apice della violenza fu raggiunto fra il 1978 e il 1983. In quell'arco di tempo l'esercito sterminò intere comunità maya nei villaggi più remoti e più poveri della regione centro-occidentale. 

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La storia

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