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Al via in Guatemala un processo per stupri di guerra

commessi dai militari negli anni '80

Paula Barrio, rappresentante dell'associazione guatemalteca "Donne che trasformano il mondo"

Paula Barrio, rappresentante dell'associazione guatemalteca "Donne che trasformano il mondo" Mujeres transformando el mundo

Due ex gerarchi del regime militare guatemalteco, Francisco Reyes Giron e il suo comandante regionale Heriberto Valdez Asij, sono alla sbarra per gli abusi contro le donne indigene commessi negli anni '80 del Ventesimo secolo dall'esercito. 

Secondo l'ONU le violenze sessuali rientrano tra le armi di guerra adottate dai militari al potere a quel tempo. Per 36 anni, infatti, nel Paese si è svolta una guerra tra l'esercito e i movimenti di guerriglia di sinistra, che avrebbe mietuto almeno 245.000 vittime secondo dati delle stesse Nazioni Unite. 

In Guatemala è il primo processo per questi crimini. Presenti in aula sono le 11 presunte vittime, vestite con tradizionali abiti Maya e a volto e capo coperti. Anche altre donne si sono coperte il capo per solidarietà.  

Il tribunale ha ricevuto nel 2011 una denuncia secondo cui almeno 15 donne indigene, tra il 1982 e il 1983, sarebbero state detenute nel distaccamento militare Sepur Zarco, situato nel nord del Guatemala, dove furono stuprate e ridotte in schiavitù. Almeno quattro di loro sarebbero poi sparite. Dopo 34 anni dai fatti, secondo la legge guatemalteca tali crimini rischiano di cadere in prescrizione. Per questo Paula Barrio, presidente del gruppo Mujeres transformando el mundo, ha dichiarato: "Abbiamo compiuto un passo certo verso la giustizia".

2 febbraio 2016

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Le stragi in Guatemala

della popolazione Maya

Come nel resto dell'America Latina, il modello economico-sociale prevalente in Guatemala dopo la conquista dell'indipendenza dalla Spagna nel 1821, fu quello del dominio della minoranza bianca, ricca e privilegiata, sulla maggioranza della popolazione autoctona o meticcia costretta alla povertà e priva di diritti. Nel 1954 un golpe militare pose fine a un tentativo di riforma agraria che rischiava di compromettere i tradizionali equilibri economici e di potere. Seguirono anni di potreste popolari, sia democratiche che di guerriglia. Fra il 1960 e il 1996 imperversò una guerra civile nel corso della quale si scontrarono gli interessi delle classi agiate urbane discendenti dai colonizzatori e quelli dei ceti più poveri e dei campesiños di etnia maya sparsi nei villaggi delle zone rurali del Paese.
L'apice della violenza fu raggiunto fra il 1978 e il 1983. In quell'arco di tempo l'esercito sterminò intere comunità maya nei villaggi più remoti e più poveri della regione centro-occidentale. 

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La storia

Guillermo Chen

attivista impegnato per la verità sulle stragi dei Maya