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26 anni fa il massacro in Piazza Tiananmen

censurata una lettera degli studenti che chiedevano verità

Una protesta sul luogo della strage di 26 anni fa

Una protesta sul luogo della strage di 26 anni fa repubblica.it

Il 4 giugno 1989 gli studenti raccoltisi in Piazza Tiananmen furono sanguinosamente repressi dall'esercito cinese. Chiedevano la fine della corruzione e riforme simili a quelle che Mikhail Gorbaciov, in visita proprio in quei giorni a Pechino, stava attuando in Russia. 

Il bagno di sangue che ne seguì ha segnato una generazione, che ora più che mai è timorosa di parlare delle speranze di quegli anni e anche di ricollegarsi a quell'esperienza per nuove proteste. Lo prova il rifiuto quasi totale dei movimenti giovanili di Hong Kong di commemorare pubblicamente la strage. Il regime comunista può ancora sostenere che il 4 giugno 1989 rappresenta un mero "incidente".  

Sono gli studenti cinesi all'estero, particolarmente negli USA e in Gran Bretagna, a sollevare la questione, in una lettera aperta. Nella missiva, i ragazzi hanno chiesto al governo di rivelare come andarono i fatti. Gli undici autori della lettera hanno rischiato in proprio per avanzare la loro domanda di verità, perché in questo periodo Pechino sta compiendo una stretta sull'attivismo anche online. 

Il primo firmatario dell'appello, Gu Yi, ha sottolineato il dovere morale di condividere le informazioni che hanno reperito sul movimento schiacciato con la forza il 4 giugno di 26 anni fa. Purtroppo il loro atto di coraggio civile si è infranto contro le accuse rivolte ai giovani estensori dell''appello dai giornali di partito di essere "forze straniere ostili alla Cina". 

I ragazzi vorrebbero la fine dell'umiliazione delle vittime, l'accertamento delle responsabilità della repressione e la possibilità di discutere della tragedia anche se l'attuale governante Xi Jinping vorrebbe che i giovani celebrassero il "sogno cinese" del progresso economico e non si occupassero di politica. Nonostante 50 nuove firme, tuttavia, l'appello è stato fatto sparire dalla Rete, viene messa in campo la tecnologia del grande firewall che protegge l'Internet cinese e sono proibite perfino le commemorazioni private, pena l'incorrere in vere e proprie persecuzioni.  

3 giugno 2015

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