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Addio a Gad Beck

antinazista e attivista per i diritti dei gay

Nei lager nazisti gli internati omosessuali erano identificati da un triangolo rosa cucito sul braccio. Si calcolano che siano state uccise a causa dell'omosessualità tra le 10 mila e le 60 mila persone. Migliaia di gay vennero sottoposti alla sterilizzazione forzata. Alcune "leggi contro l'omosessualità" continuarono ad essere presenti nell'ordinamento giuridico occidentale fino agli anni sessanta e settanta e per questo molti uomini e donne ebbero paura di rivelare la loro condizione sessuale fino a quando queste "leggi" vennero abrogate.

Domenica scorsa è morto a Berlino uno degli ultimi testimoni di questa persecuzione,  Gad Beck,  antinazista e attivista per i diritti dei gay Nato a Berlino nel 1923 da padre ebreo e madre luterana. Quando iniziano le persecuzioni naziste sfugge alla deportazione dato che era di "sangue misto" e resta a Berlino.

Un uomo di cui era innamorato invece no: Gad indossa la divisa della Gioventù hitleriana per andarlo a liberare da un campo di concentramento. Manfred Lewin però rifiutò di seguirlo per non abbandonare la sua famiglia. In seguito Manfred e i suoi parenti vengono uccisi ad Auschwitz.


Successivamente fornisce nascondigli e cibo agli ebrei perseguitati, aiutandoli a raggiungere la Svizzera neutrale. Nel 1945 viene scoperto da una spia ebrea della Gestapo, interrogato  e internato in un campo di transito ebraico a Berlino.


Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Beck aiuta gli ebrei a emigrare in Palestina. Lascia la Germania per quel Paese lui stesso nel Paese dal 1947. Ritorna a Berlino nel 1979, si occupa del Centro educazione ebraica per adulti.


Gad Breck ha raccontato la sua storia in un libro, Dietro il vetro sottile (Einaudi).













27 giugno 2012

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