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Addio a Natalia Gorbanevskaya

in URSS denunciò l'invasione della Cecoslovacchia

Si è spenta a Parigi, dove viveva dal 1975, il 29 novembre la poetessa Natalia Gorbanenskaya. La dissidente aveva partecipato a due grandi momenti di lotta contro il totalitarismo sovietico: la manifestazione del 25 agosto 1968 sulla Piazza Rossa contro l'invasione di Praga e la creazione della rivista clandestina Cronaca degli avvenimenti in corso, che documentava gli arresti degli oppositori. 
La Gorbanenskaya fu condannata all'internamento in un ospedale psichiatrico a Kazan, 800 km a est di Mosca, dove la trattarono come una schizofrenica, causandole importanti problemi fisici. "Rispetto al gulag", raccontò la dissidente, "l'internamento psichiatrico non ha una durata fissa. È possibile essere ricoverati 'fino alla guarigione', ovvero fino a quando il regime non considera più pericoloso l'internato. Ogni giorno cercavo di verificare che tutto fosse normale, e vivevo con la paura di diventare pazza... Di tutte le invenzioni del potere sovietico, la psichiatria punitiva è una delle più odiose".

Anche i successivi redattori della Cronaca furono condannati a lunghe pene detentive. La Gorbanenskaya tuttavia spiegava ai giornalisti stranieri: "Non eravamo degli eroi. Semplicemente, a un dato momento abbiamo trovato la forza di agire in accordo con la nostra coscienza". A Parigi la dissidente ha lavorato al settimanale dell'emigrazione russa Pensée russe e alla rivista Continent.  

2 dicembre 2013

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