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​Dopo 65 anni la sepoltura di Josef Toufar

il parroco torturato e ucciso dal regime cecoslovacco

Padre Josef Toufar

Padre Josef Toufar

Hanno trovato finalmente pace le spoglie di Josef Toufar, il parroco deceduto nel febbraio del 1950 a seguito delle percosse subite durante l'interrogatorio della StB, la polizia segreta cecoslovacca. La cerimonia del 12 luglio si è svolta a distanza di 65 anni dall'accaduto, nella stessa chiesetta gotica del villaggio di Číhošť dove, secondo i credenti, ebbe luogo un miracolo. Durante la messa d'avvento nel 1949 il sacerdote Josef Toufar stava predicando quando, secondo i testimoni, il crocifisso sopra l'altare avrebbe oscillato, rimanendo poi inclinato. Pare che Toufar stesso non si fosse accorto di nulla, furono i fedeli a raccontargli in seguito l'accaduto.

Ma i tempi erano cambiati, dal febbraio 1948 i comunisti erano al potere nel Paese e Toufar era ben conscio del rischio che stavano correndo. Per questo chiese ai fedeli di non parlarne, ma la notizia del presunto miracolo passò velocemente di bocca in bocca fino ad arrivare ad orecchie sbagliate. L'aumento dei pellegrini aveva infatti attirato anche l'attenzione della StB, che nella sera del 28 gennaio 1950 mandò due poliziotti in boghese a prelevare Toufar per portarlo nel carcere di Valdice. Di lui non si seppe più nulla fino a quando, quattro anni dopo, la nipote di Toufar ricevette il suo portafogli e l'orologio insieme alla notizia che lo zio era deceduto un mese dopo il suo sequestro.

Solo più tardi trapelò che i poliziotti della StB, dopo aver torturato a lungo Toufar per estorcergli una confessione, lo avevano riportato nella chiesa, dove lo avevano costretto a recitare in una specie di film propagandistico che doveva dimostrare la falsità del miracolo con un sistema di corde e funi che avrebbe dovuto azionare lo stesso parroco. Ma il piano fallì: Toufar, allo stremo delle forze, collassò.

"Sono sicuro che si trattò di un segno divino che ci avvisava dei tempi duri che stavano per arrivare," sostiene la sig.ra Lebedová, una delle poche persone ancora vive tra i presenti all'evento. E così avvenne. Il Partito comunista cecoslovacco, da poco al potere, aveva deciso di cogliere l'occasione per fare del presunto miracolo di Číhošť un pretesto su cui appoggiare la repressione su larga scala contro la Chiesa, i suoi rappresentanti e i credenti. Il piano fallì perché Toufar non resistette ai "metodi" interrogatori della StB, non fu quindi possibile usare una sua "confessione" come caso esemplare di manipolazione dei fedeli da parte del clero. Il potere si limitò così a cercare di cancellare completamente la memoria di Toufar e di quanto era accaduto.

Per questo il suo corpo fu gettato senza tanti riguardi nella fossa comune n. 16 del cimitero pubblico di Ďáblice a Praga. Solo grazie ai lunghi anni di ricerca costante e meticolosa, condotta tra gli archivi della StB da Milan Doležal - il biografo di Toufar - è stato possibile risalire al luogo dove i comunisti avevano gettato il corpo di Toufar, colpevole di non aver voluto confessare il falso. 

Andreas Pieralli, giornalista e traduttore

28 luglio 2015

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