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Ni Yulan, in carrozzella per le torture

i dissidenti contro un potere miope e violento

L'avvocatessa disabile Ni Yulan è in carcere da un anno con il marito Dong Jiqin per aver difeso persone le cui case erano sequestrate dal governo. Ufficialmente l'accusa è di "litigiosità, turbative dell'ordine e distruzione volontaria della proprietà pubblica e privata", ma la figlia dei dissidenti ricorda alla stampa che "il processo si è svolto in termini assolutamente abnormi dal punto di vista legale". 


Ni Yulan era stata già in carcere nel 2002 sempre per il suo impegno civile e ne era uscita con il suo handicap, la frattura delle ginocchia e dei piedi che la costringe in sedia a rotelle. È parere comune che le lesioni le siano state inferte proprio durante la passata detenzione. 


Il regime cinese, che continua ad arrestare dissidenti temendo lo scatenarsi di una "rivoluzione dei gelsomini" simile a quella dei Paesi arabi, potrebbe incontrare una crescente opposizione per i provvedimenti ingiusti e violenti che attua anche contro artisti e semplici cittadini. 


In questo grave stato di tensione si segnala la morte nel suo esilio statunitense dell'astrofisico Fang Lizhi, ispiratore delle proteste del 1989 a Pechino. Lo scienziato, che insegnava Fisica all'Università dell'Arizona, era salito agli onori delle cronache negli anni '80, quando le sue denunce della mancanza di democrazia e libertà in Cina erano diventate molto popolari. 

Il Partito Comunista Cinese per screditarlo diffuse i suoi testi nelle sezioni chiedendo ai militanti di criticarlo, ma la mossa si rivelò controproducente: molti iscritti trovarono le sue idee condivisibili e non esitarono a rivendicarle in piazza Tienanmen. Nonostante non avesse un ruolo attivo nelle manifestazioni, Fang fu allora costretto a scappare negli USA. 


10 aprile 2012

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