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Nuovo appello da Vaclav Havel

per la liberazione di Liu Xiaobo

Aggiornamento 27 ottobre
L'ex presidente della Repubblica Ceca Havel, e l'arcivescovo sudafricano Tutu chiedono la scarcerazione del dissidente cinese Liu Xiaobo con un articolo sul Washington Post. Per Tutu e Havel la Cina "può continuare a combattere una battaglia perduta', contro democrazia e libertà" o "può collocarsi dalla parte della giustizia liberando Liu Xiaobo" e sua moglie, che è ai domiciliari. 

15 ottobre

Havel: "Liberate Liu Xiaobo"
per la Cina il Nobel è un incoraggiamento al crimine

L'ex Presidente ceco Vaclav Havel, che ha appoggiato la candidatura del dissidente, ora chiede che venga liberato. "Io spero fermamente che prima o poi, preferibilmente prima, il vincitore del Premio Nobel per la Pace di quest'anno venga rilasciato", dichiara. 

Il promotore di Carta '77 sottolinea: "Io ricordo bene, dalla mia esperienza personale, quanto era importante per me, per noi, vedere che non eravamo stati dimenticati e che l'occidente mostrava interesse per noi". 

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Ma Zhaoxu ha dichiarato in una conferenza stampa che "Liu Xiaobo è stato riconosciuto colpevole di un crimine. Assegnargli il premio Nobel per la pace equivale a incoraggiare il crimine".

Cento intellettuali cinesi hanno scritto una lettera aperta per chiedere la liberazione di Liu Xiaobo. 


11 ottobre
La moglie di Liu Xiaobo agli arresti domiciliari
repressione dopo il Premio Nobel al dissidente

Più di trenta intellettuali cinesi sono stati incarcerati, minacciati o messi agli arresti domiciliari dopo l'assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Liu Xiaobo. In una nota il governo cinese ha definito l'assegnazione del premio "un'oscenità", un riconoscimento "contrario agli obiettivi del Nobel" che di conseguenza "nuocerà alle relazioni tra la Norvegia e la Cina". Per il Governo il dissidente è "un criminale," che è già stato punito per le sue colpe.


LIU XIA È AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Sua moglie, Liu Xia, è agli arresti domiciliari nella sua casa di Pechino e non può usare il telefono. La donna ha scritto su Twitter: "Amici miei, sono tornata a casa. L'8 ottobre sono stata messa agli arresti domiciliari. Non so quando potrò vedere qualcuno. Il mio cellulare è fuori uso e non posso effettuare né ricevere chiamate".

La moglie ha spiegato di aver incontrato Liu Xiaobo in carcere: "Ho visto Xiaobo e gli ho detto che ha vinto il premio. Vi dirò altro più tardi. Per favore, aiutatemi tutti voi a comunicare tramite Twitter. Grazie". La sua abitazione è sorvegliata a vista dai poliziotti cinesi e sul cancello è stato posto un cartello che avverte che "nessuno dei residenti accetta interviste". Fuori dalla casa ci sono decine di giornalisti stranieri.

8 ottobre
Liu Xiaobo vince il Nobel per la Pace
premiato il firmatario di Carta '08

Il Nobel per la Pace è stato assegnato a Liu Xiaobo, il dissidente cinese in prigione per aver diffuso il documento Carta '08, in cui si chiedono riforme politiche, compresa la libertà di riunione, di stampa e di religione.

Nei giorni scorsi Pechino aveva invitato Oslo a non fare una scelta del genere né per Liu ne per altri dissidenti fautori di una democratizzazione nel Paese.

2 ottobre
Liu Xiaobo candidato al Nobel
sostegno al firmatario di Carta ‘08
Il dissidente cinese condannato a undici anni di prigione e due anni di revoca dei diritti politici per “sovversione dello Stato” merita il Premio Nobel per la Pace. Lo sostiene un gruppo di studiosi su Boxun, un sito Web sino-americano. 

Gli intellettuali hanno rilevato “lo sforzo incessante” di Liu Xiaobo per trasformare la Cina in senso democratico e hanno ricordato che Oslo potrebbe dare un messaggio fortissimo al regime. 

Al gruppo si è unito Vaclav Havel, autore durante il comunismo della celebre Carta ’77 a cui si ispira il documento Charta '08 scritto anche Lu Xiaobo. Il drammaturgo protagonista della Rivoluzione di Velluto ha appoggiato la candidatura con una lettera pubblicata da International Herald Tribune

Gli appelli fanno seguito alla mobilitazione dell’anno scorso di alcuni Premi Nobel. 

30 ottobre 2010

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