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Pericolo di involuzione autoritaria in Polonia

reportage della Zeit e di Gazeta Wyborcza

La piazza del castello di Varsavia

La piazza del castello di Varsavia Polonia.it

Il quotidiano tedesco die Zeit, un giornale progressista moderato con un grande pubblico, ha coinvolto i giornalisti polacchi in un reportage sulle recenti azioni del governo polacco eletto nel 2015, guidato dal partito Prawo i Sprawiedliwość, Diritto e Giustizia. 

Un mese fa è stata promulgata una legge che permette all'esecutivo di scegliere i giudici della Corte costituzionale. Numerosi sono i casi di giornalisti minacciati da membri dell'establishment. Limiti sono stati posti anche all'espressione culturale. 

Per esempio una reporter aveva chiesto al ministro Piotr Gliński perché avesse censurato un'opera che non aveva visto, e il politico ne ha chiesto il licenziamento alla televisione accusandola, in modo del tutto infondato, di aver fatto parte della propaganda filosovietica in passato. Un altro giornalista è stato allontanato dalla tv, con la motivazione che "infanga la Polonia", perché aveva denunciato che l'Europa non protestava a sufficienza contro le derive autoritarie dell'Ungheria

Per quanto riguarda l'attività culturale in genere, con le leggi del nuovo governo i direttori dei teatri pubblici devono inviare preventivamente saggi delle opere al ministero per poter ottenere l'autorizzazione e metterle in scena. Questo da molti polacchi viene associato alle pratiche dell'ex regime sovietico, nonostante il governo attuale della Polonia sia di destra. Inoltre starebbe emergendo una tendenza del finanziamento pubblico al cinema orientata solo sul "film polacco patriottico di Stato", opere in stile hollywoodiano di ispirazione nazionalista, che verrebbero sostenute a scapito delle produzioni indipendenti. 

10 dicembre 2015

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