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Russia, manicomio a vita per un dissidente

giudicato "incapace di vivere con gli altri"

Il peggiore giudizio su un essere umano, la sentenza più implacabile. È quanto si è visto comminare da una corte russa Mikhail Kosenko, 38 anni, reo di avere manifestato contro Putin sulla piazza Bolotnaya di Mosca il 6 maggio 2012, il giorno prima dell'insediamento in carica per il terzo mandato del Presidente.
28 persone furono arrestate con lui, ufficialmente per essersi scontrate violentemente con la polizia, ma per i difensori dei diritti umani solo per effetto di una tattica intimidatoria verso gli oppositori. Nonostante Kosenko appaia in un video mentre cerca di allontanarsi da una rissa dove un poliziotto veniva ferito, il giudice ha deciso che l'uomo è "un pericolo per la società" e dev'essere sottoposto a trattamenti psichiatrici obbligatori vita natural durante. 

Kosenko aveva avuto problemi psichiatrici vent'anni fa causati da un episodio accaduto durante il servizio militare, ma era stato curato e ora sta bene. In un articolo sulla rivista russa Snob, tre psichiatri hanno criticato il verdetto odierno e negato la "diagnosi" di schizofrenia fatta dal giudice che non è competente per valutare il caso dal punto di vista medico. La prima sentenza del 2012, in seguito alla quale il dissidente è vissuto al confino finora, è stata confermata il 25 marzo di quest'anno. 

In sua difesa è intervenuto anche Oleg Orlov dell'associazione Memorial, che si trovava in piazza a pochi metri da Kosenko al momento dei fatti contestatigli. Orlov ha fatto sapere che i parenti non sono ammessi a visitare i detenuti negli ospedali giudiziari russi. "È un processo politico", ha dichiarato. Le sentenze per gli altri dimostranti del 6 maggio 2012 ammontano a diversi anni di prigione, tranne un caso sul quale è stato sospeso il giudizio. Speriamo che anche Kosenko possa essere raggiunto da un atto di clemenza.     

27 marzo 2014

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