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Sotto accusa 9 attivisti cinesi

tra loro Hu Jia e Xu Zhiyong

Il famoso dissidente Hu Jia, che ha già scontato tre anni in carcere per la sua lotta per la prevenzione del virus HIV e la partecipazione a campagne ambientaliste, è finito di nuovo in carcere domenica dopo avere assistito al processo a carico di un attivista del New Citizens Movement. 
Si tratta di Xu Zhiyong, il cui movimento organizza piccole proteste per chiedere la fine del monopartitismo. Il New Citizens Movement è infatti il primo gruppo per la democrazia strutturato dopo la repressione dell'iniziativa Carta '08 da parte del regime comunista. 

Insieme a Hu e Xu sono stati processati altri sette attivisti del movimento, tutti con accuse quali "adunata sediziosa" e "distruzione dell'ordine pubblico". Alcuni di loro sono stati prima processati per reati finanziari, inclusi il falso in bilancio e l'evasione fiscale. Sovente le accuse vengono ritirate quando si scatena la protesta, ma a quel punto la reputazione dei dissidenti è irreparabilmente rovinata. 

Prima di essere condannato a quattro anni, Xu Zhiyong avrebbe dichiarato davanti alla corte: "L'ultimo barlume dello Stato di diritto in Cina è stato spento". 

Anche attivisti contro la corruzione e per la trasparenza stanno finendo in carcere secondo le stesse modalità in questi giorni. Tra loro Liu Yuandong, che protestava contro la censura di un giornale locale, il Southern Weekend, entrato nelle maglie della repressione a gennaio 2013 per avere pubblicato un augurio di maggiore democrazia nell'anno che stava iniziando. Per il suo avvocato, Zhang Qingfang, "la sentenza era stata già decisa prima del processo". 

28 gennaio 2014

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