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Vittoria dei filodemocratici a Hong Kong

dopo anni di movimento Occupy

Il leader del movimento democratico di Hong Kong, Nathan Law

Il leader del movimento democratico di Hong Kong, Nathan Law Twitter

Il passaggio di Hong Kong sotto sovranità cinese non è semplice. Dopo cento anni di tradizioni istituzionali inglesi, abituarsi al fatto che Pechino possa preselezionare la rosa di candidati a disposizione dei cittadini è molto difficile. 

Molti per la verità non lo sopportano. Attivisti come Joshua Wong e Nathan Law, che hanno affrontato anche condanne ai lavori socialmente utili per la loro attività politica, hanno fondato nel 2014 Occupy Central per chiedere autonomia dalla "Madrepatria" e suffragio universale.  In vista delle elezioni Occupy è diventato un partito, Demosisto, che però non è stato il più favorito nella tornata dello scorso weekend.

Il movimento ha spesso manifestato in condizioni atmosferiche difficili, per cui è stato definito "movimento degli ombrelli". Al di là di questa sua immagine non felicissima, alle tanto temute legislative di quest'anno hanno ottenuto un discreto successo: almeno quattro di loro sono stati eletti nel Consiglio legislativo, il parlamento di Hong Kong. 

Il panorama rimane incerto, perché la maggioranza dei seggi rimane saldamente in mano ai deputati filo-Pechino e le forze indipendentiste sono divise. Alcuni elementi sono sicuramente di grande rilievo, come l'affluenza record al 58%. Rimane però il problema di uno spazio di democrazia che si sta assottigliando. Il primo museo al mondo sui fatti di Piazza Tienanmen ha dovuto chiudere, e oggi alcune attività tipiche di Hong Kong come il business dei libri di satira politica sono entrate nel mirino delle forze di polizia cinesi. 

8 settembre 2016

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