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"I criminali di guerra usano il ricatto"

parla il nuovo Presidente della Corte dell'Aja

Il giudice Fatou Bensouda, che succederà il mese prossimo a Luis Moreno Ocampo alla guida della Corte Penale Internazionale, ha dichiarato che gli imputati per crimini di guerra usano ricattare i dirigenti di diversi Stati. 

In particolare i sospetti minaccerebbero di continuare a uccidere le persone per poter godere di immunità e coperture. La Bensouda ha esortato i leader mondiali a resistere alle pressioni di personaggi come i signori della guerra congolesi Bosco Ntaganda e Thomas Lubanga.


Quest'ultimo a marzo è stato il primo individuo a comparire davanti alla Corte dell'Aja per crimini di guerra. È accusato di utilizzare i bambini soldato nei sanguinosi combattimenti alle frontiere del Congo. 


Ntaganda è latitante. Secondo la BBC starebbe guidando "un ammutinamento" che ha lasciato decine di migliaia di persone senza tetto.  

24 maggio 2012

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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