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Proscioglimenti in corso

al Tribunale penale internazionale per il Ruanda

Sconcerto in Ruanda per la sentenza del Tribunale penale internazionale con sede ad Arusha, che ha deciso la scarcerazione di due ex ministri ruandesi accusati di genocidio.

Justin Mugenzi, fondatore del Parti Libéral, durante il genocidio del 1994 occupava la posizione di Ministro del commercio e dell'industria. Fuggito in Camerun al termine del conflitto, è stato arrestato nel 1999. Prosper Mugiraneza era invece Ministro del servizio civile all'epoca dei fatti.


Il 30 settembre 2011 la Camera di primo grado del Tribunale penale internazionale aveva condannato i due uomini a 30 anni di detenzione per cospirazione al genocidio e per pubblico incitamento alla commissione di tale crimine, in occasione della rimozione del prefetto tutsi Jean-Baptiste Habayalimana dalla città di Butare, e della sua conseguente sostituzione con l'hutu Sylvain Nsabimana. La Camera di appello ha invece prosciolto gli imputati e ne ha ordinato l'immediata scarcerazione. 


"Il Ruanda è sconcertato da questa decisione, - ha dichiarato il Procuratore generale Martin Ngoga - non siamo affatto d'accordo con i proscioglimenti. Se creiamo questo precedente, allora tutti gli appelli pendenti che coinvolgono ministri o leader politici potrebbero avere la stessa conclusione. Dobbiamo finirla con la situazione in cui il Tribunale persegue solo le fila dei soldati, lasciando fuori i pesci grossi".


Il rischio è quello che il Tribunale, dopo anni di processi e in vista della fine dei lavori - prevista per il 2014 - veda intaccata la sua credibilità. Un caso che ricorda molto da vicino l'episodio che nel novembre 2012 ha visto protagonista l'altro Tribunale internazionale, quello per la ex Jugoslavia. In quell'occasione infatti la Corte di appello aveva assolto i due generali croati Ante Gotovina e  Mladen Markac, nonostante la Camera di primo grado li avesse condannati a 24 e 18 anni di carcere.

6 febbraio 2013

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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