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Quattro militari condannati per Srebrenica

fucilarono 1.200 civili

142 anni di reclusione sono la pena comminata complessivamente a quattro ufficiali serbo-bosniaci che nel 1995 massacrarono 1.200 prigionieri musulmani nella fattoria di Branjevo, negli stessi giorni e contestualmente alla strage di Srebrenica

Si tratta di Stanko Kojic, Zoran Goronja, Vlastimir Golijanin e Franc Kos, quest'ultimo di nazionalità slovena. I quattro facevano parte del famigerato "X guastatori" guidato da Ratko Mladic. I reati di cui sono stati dichiarati colpevoli sono, come per il loro generale, quelli di "crimini contro l'umanità". 


Il massacro di Srebrenica, di cui la strage di Branjevo fa parte, è qualificato come "genocidio" dalla giustizia internazionale, ma per i giudici nel caso dei quattro condannati non è stata provata "l'intenzione di commettere genocidio".  

18 giugno 2012

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Tribunali penali internazionali

uno strumento per processare i crimini contro l'Umanità

Già agli inizi del ventesimo secolo le potenze vincitrici della prima guerra mondiale avevano incaricato una “Commissione Alleata” di studiare l’istituzione di una “Corte Internazionale di giustizia penale” per punire i crimini contro le “leggi di umanità”, ma il progetto era fallito, schiacciato dalle superiori esigenze diplomatiche.
La prima esperienza significativa di Tribunale sovranazionale, pur se militare e non civile, è quella della Corte di Norimberga per i crimini commessi dai nazisti, costituita dalle potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale. Un analogo tribunale fu istituito per le stesse finalità a Tokyo.

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