English version | Cerca nel sito:

I nuovi Giusti al Giardino di Milano

esempi di Giusti da proporre ai ragazzi

Il cippo del Giardino del Monte Stella

Il cippo del Giardino del Monte Stella

Il prossimo 6 marzo, al Giardino dei Giusti di tutto il mondo di Milano, saranno onorate sei figure esemplari. La cerimonia, che avviene ormai da anni in primavera, per il secondo anno si svolgerà in occasione della Giornata Europea dei Giusti.

Questa celebrazione è stata presentata ai ragazzi di Milano città attraverso la scatola-gioco “I sentieri dei Giusti”. La piantumazione di un albero e la posa di un cippo commemorativo, avverrà anche quest’anno in onore di figure  esemplari che si sono distinte per azioni di grande responsabilità nell’aiuto e nella difesa di esseri umani, seppure in contesti storici differenti.

Il secondo passo del nostro percorso didattico potrebbe proprio partire da qui.

In allegato trovate tre schede ridotte per i ragazzi, che permettono di presentare tre figure di Giusto che hanno operato sotto la minaccia di morte a favore degli uomini e delle donne che si trovavano in pericolo di vita. Perchè lo hanno fatto?

A questa domanda il Giusto Giorgio Perlasca rispose: “Lei cosa avrebbe fatto al mio posto, vedendo donne, bambini e uomini massacrati e sterminati solo per un diverso credo religioso?"”L'ho fatto perché sono un uomo".

Rispose invece con le sue azioni Beatrice Rohner, giovane educatrice svizzera che, per seguire l’etica della sua professione, durante il genocidio lottò per soccorrere uomini, donne e soprattutto bambini, a rischio della sua stessa vita. Più volte minacciata, non lasciò il suo impegno finchè i suoi protetti non le furono tolti con la forza. Beatrice Rohner può insegnare ai nostri giovani la perseveranza e la tenacia nel perseguire un obiettivo, la passione disincantata e gratuita verso tutti i perseguitati, specie verso i più piccoli.

“La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti”. Così Nelson Mandela ci richiama alla condivisione. Nel cammino di maturazione dei ragazzi, Mandela è possibile modello di un potere che deve essere usato a beneficio di tutti, consapevole che solo così si possa costruire un luogo di vera democrazia.

 “Guardarsi negli occhi senza sfidarsi; avvicinarsi gli uni gli altri senza incutersi paura; aiutarsi scambievolmente senza compromessi; cercare il dialogo tenendo presente la differenza tra errore ed errante.” Questa frase di Papa Giovanni XXIII ci richiama ai valori fin qui citati, aggiungendo un forte connotato di sensibilità. Guardare agli altri non solo come persone pensanti, ma anche come portatori di sensibilità e verità radicate nelle vite dei singoli. Quest’uomo di umili origini porta con se uno straordinario dono di accoglienza verso gli altri, che considera fratelli perchè appartenenti a uno stesso Padre universale. Quanto bene farebbe alle nostre esperienze quotidiane lasciarsi penetrare da questa disponibilità, e quanto bene farebbe ai nostri ragazzi vivere esperienze simili.

La scuola, come luogo educativo, non sempre riesce a rispondere a questa esigenza. Sebbene regole e regolamenti invitino utenti e formatori a un corretto rapporto reciproco, la costruzione di positivi rapporti sociali, morali e affettivi è una sfida continua. Portare nella scuola esempi edificanti diventa allora fondamentale.

Perché, quindi, non servirsi della esperienza dei Giusti?

Questa e’ la proposta che vi rilancaimo e che attendiamo di condividere con tutti coloro che assolvono a un compito educativo.

Nei prossimi giorni si ricorderà in tutte le scuole la Giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. Spesso in questa occasione si leggono testi o brani che ricordano la Shoah e i suoi avvenimenti drammatici e innegabili. Si ricorda il dolore degli oppressi ed i soprusi dei nazisti, lasciando il ricordo di un periodo assolutamente buio della Storia. Moshe Bejski metteva in evidenza come fosse stato dedicato grande impegno alla conoscenza dei fatti tragici più rilevanti del ‘900, ma egli stesso si rammaricava di quanto poco spazio fosse dato al riconoscimento di coloro che si erano schierati per la dignità e la libertà del prossimo. Accanto alla memoria del male perpretato, egli riteneva  doverosa la memoria del bene.

“Chi salva una vita, salva il mondo intero”. Questo motto, caro a Bejski, è una possibile traccia per celebrare il 27 gennaio, anche nel 2014.

Emanuela Bellotti

30 gennaio 2014

Non perderti le storie dei Giusti e della memoria del Bene

Una volta al mese riceverai una selezione a cura della redazione di Gariwo degli articoli ed iniziative più interessanti. Per iscriverti compila i campi sottostanti e clicca su iscrizione.




Questo sito è protetto da reCAPTCHA e si applicano le norme sulla privacy e i termini di servizio di Google.

Agorà degli insegnanti

L’infanzia e l’adolescenza sono periodi cruciali per l’assorbimento di idee e valori, che formano il modo di pensare dell’individuo. Per questo vogliamo dedicare un nuovo spazio al mondo della scuola, di aperta collaborazione con i docenti per comunicare con i giovani.
Come docente di Scuola Primaria Emanuela Bellotti ha sperimentato sul campo che vale la pena trasmettere ai bambini grandi ideali senza lasciarsi sopraffare dalla paura di trattare argomenti troppo difficili. Per i ragazzi più grandi è altrettanto importante proporre strumenti di riflessione che catturino la loro attenzione, suscitando interesse, curiosità e voglia di approfondire. In questo ci guida Anna Maria Samuelli, insegnante di liceo in pensione e responsabile della Commissione didattica di Gariwo.

Agorà degli insegnanti, ultimi articoli

La storia

Vian Dakhil

deputata yazida contro lo Stato Islamico