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Non possiamo rimanere nell'ombra

le parole degli studenti

Vi presentiamo le riflessioni degli studenti del Liceo Leon Battista Alberti di Valenza (AL), in seguito alle visite guidate al Giardino dei Giusti del Monte Stella di Milano. I testi integrali sono disponibili nel box approfondimenti

"Dobbiamo ricordare che il Giardino dei Giusti non è un luogo pervaso da tristezza, dove sono sepolti i corpi, ma è un luogo in cui risiedono le anime di questi grandi uomini e con esse le loro imprese memorabili, che hanno lasciato un segno nei tempi. A dimostrazione di ciò gli alberi, che sono l'emblema della vita, crescono accanto ai cippi di marmo, mantenendo vivo il ricordo nei nostri cuori.

Secondo noi è necessario trarre da questa esperienza un insegnamento di vita, che possa indirizzarci nelle varie circostanze della nostra esistenza. Se osserviamo la storia passata e recente ci accorgiamo della strategia comune ad ogni regime totalitario: quella cioè di opprimere e perseguitare innocenti per suscitare un clima di paura generalizzata. L'unico modo per spezzare questa dinamica malvagia sta proprio nel non chiudersi nell'individualismo, nel creare una rete di solidarietà, nel non soffermarsi soltanto sul proprio tornaconto personale per aprirci, consapevoli che ci si può salvare soltanto insieme".

 Elenoire, Elisa, Zoe, Sofia e Gaia

 "Questo parco racchiude l'essenza dei Giusti, coloro che hanno combattuto o combattono per certi ideali, trovando il coraggio di esporsi e di mettere a repentaglio la propria vita per tentare di salvarne altre. Persone comuni che hanno saputo superare le proprie paure per evitare inutili spargimenti di sangue; scrittori, poeti, giornalisti che hanno assistito in prima persona al genocidio, al massacro di persone uguali a loro ma indifese.
La visita al Giardino dei Giusti è stata come una ventata di ottimismo, una boccata di ossigeno che tutti i giovani dovrebbero respirare!
Mentre scrivo queste righe arrivano notizie terribili da Parigi. Il mondo ha sempre più bisogno di Giusti...!"

Federico Ruggiero

"Per essere un giusto però bisogna conoscere, bisogna essere critici nei confronti di ciò che ci viene detto. Nessuno deve più dire si, senza sapere per cosa sta dando il suo consenso. Noi abbiamo il diritto ma anche il dovere di conoscere altrimenti nessuno mai potrà dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Noi vogliamo sapere e difendere sempre la verità e i nostri diritti, noi non vogliamo essere considerati come coloro che “abboccano all’amo”, noi saremo i prossimi Giusti, noi vogliamo essere Giusti, noi dobbiamo essere Giusti ed impareremo ad esserlo."

Carolina Seminara e Clelia Norese

26 novembre 2015

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Agorà degli insegnanti

L’infanzia e l’adolescenza sono periodi cruciali per l’assorbimento di idee e valori, che formano il modo di pensare dell’individuo. Per questo vogliamo dedicare un nuovo spazio al mondo della scuola, di aperta collaborazione con i docenti per comunicare con i giovani.
Come docente di Scuola Primaria Emanuela Bellotti ha sperimentato sul campo che vale la pena trasmettere ai bambini grandi ideali senza lasciarsi sopraffare dalla paura di trattare argomenti troppo difficili. Per i ragazzi più grandi è altrettanto importante proporre strumenti di riflessione che catturino la loro attenzione, suscitando interesse, curiosità e voglia di approfondire. In questo ci guida Anna Maria Samuelli, insegnante di liceo in pensione e responsabile della Commissione didattica di Gariwo.

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