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​La Regina Rania

la cenerentola che ha sfidato l’Isis

Il 16 settembre 1970, il re Hussein di Giordania attaccò i campi profughi dei palestinesi, dopo che questi avevano compiuto diversi attentati in Giordania, mettendo a rischio la sicurezza del Paese. La rappresaglia del re è nota con il nome di ‘Settembre nero’, atroce conflitto che si concluse con il massacro e l’espulsione di migliaia di palestinesi dal territorio giordano.

In seguito al massacro del re Hussein, un gruppo di palestinesi formò una piccola cellula terroristica, chiamata proprio ‘Settembre nero’, con lo scopo di vendicarsi del re e del suo esercito filo-occidentale. Alla stessa organizzazione si allearono uomini reclutati dall'FPLP, da al-Sāʾiqa ed da altre organizzazioni terroristiche.

Per lunghi anni i giordani sperarono in un miracolo che mettesse fine al dissidio che li contrapponeva ai palestinesi. Questo miracolo è avvenuto il 3 gennaio 1993, durante una cena di Gala della famiglia regnante, alla quale fu invitata Rania, dottoressa in ‘business administration’ di origine palestinese.

Rania, a quel tempo giovane affascinante e sconosciuta, durante la cena incontrò il principe ‘Abd Allāh bin al Husayn, figlio prediletto del re Hussein. Da quell’inatteso incontro nacque una bellissima storia d’amore e i due, innamoratissimi, si sposarono il 10 giugno 1993. Dal felice matrimonio sono nati il principe Husayn, la Principessa Imana, la Principessa Selma e il Principe Hasim.

Il 7 febbraio 1999, dopo la morte di Re Hussein, il principe ʿAbd Allāh salì al trono e Rania fu incoronata regina.
Ma facendo un passo indietro, chi è Rania, la cenerentola d’Arabia che riuscì a stabilire la pace tra i giordani e i palestinesi dopo decenni di conflitto? 

Rania al-Yāsīn nacque in Kuwait il 31 agosto 1970 da genitori palestinesi, originari di Tulkarem. Dopo il diploma preso alla prestigiosa New English School, si è trasferita al Cairo dove, presso l’Università Americana del Cairo, ha conseguito la laurea in Gestione di Impresa. Nel 1991 Rania comincia a lavorare nel gruppo finanziario Citibank, approdando poi alla sede della Apple Computer in Giordania.

L’avvenente Rania non incarna solo l’immagine di una regina moderna e socialmente impegnata a favore delle famiglie povere e dei diritti umani della donna araba, ma è anche portavoce di coloro che vedono nei fondamentalisti il male del secolo.

È una donna scomoda, per l’Isis, troppo occidentalizzata. Contraria alla visione del califfato, secondo cui donne e bambine sono esseri inferiori, non legittimati a ricevere una istruzione. La stessa visione secondo cui è troppo forte il rischio per loro di contaminarsi con la cultura americana o europea, la cultura del ‘diavolo’.

Nel corso di un summit ad Abu Dhabi, il 9 febbraio 2015, la coraggiosa regina ha condannato pubblicamente le immagini barbare trasmesse nei video dell’Isis, dichiarando: ”I miliziani dell’Isis sono assassini assetati di sangue che stanno cercando di dirottare il mondo arabo e di trascinarci nel Medioevo attraverso l'uso spregiudicato dei social media”.

Da allora la regina è finita nel mirino del Califfato islamico, che vede in lei un personaggio scomodo, spregevole, traditore del sacro Islam, da eliminare.

E, proprio per distruggere la monarchia, i miliziani dell’Isis cercano di infiltrarsi tra i palestinesi, puntando a riaccendere la questione palestinese-giordana.

La Regina Rania ha attuato diversi progetti sociali ed economici:

- La protezione dei bambini da ogni tipo di violenza
- Il rilascio del passaporto alle giordane che sono sposate con uomini stranieri
- Il diritto della donna di avere un passaporto senza il consenso del coniuge
- La lotta contro l’analfabetismo delle donne arabe; solo metà delle donne sanno leggere e scrivere
- L'inserimento dell'insegnamento di informatica nelle scuole
- La promozione dell'Early Childhood Development e la cassa Giordana fondata nel 1995 per aiutare le famiglie povere
- La tutela dell’ambiente e della salute
- Il diritto della donna ad avere alti incarichi istituzionali; solo il 3% delle donne arabe sono elette nei Parlamenti arabi

Nel 2005 è stata considerata dal magazine inglese Harpers and Queens una delle regine più belle del secolo.

Hafez Haidar, Accademico emerito e scrittore

Hafez Haidar, Accademico emerito e scrittore

10 settembre 2015

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Echi del Mediterraneo

Da millenni luogo di incontro tra genti, culture e religioni, il Mediterraneo è anche teatro di eventi drammatici. Conflitti e terrorismo minacciano la convivenza pacifica tra i popoli. Ma non sono solo echi di guerra quelli che attraversano questo mare. Lo scrittore e poeta Hafez Haidar ci racconta le storie delle donne e degli uomini di ieri e di oggi che si sono fatti portatori di un messaggio di tolleranza, pace, solidarietà.

Di origine libanese, ma di cittadinanza italiana, Hafez Haidar ha scelto di abbandonare la carriera diplomatica e dedicarsi all’insegnamento e alla scrittura per costruire un ponte di dialogo tra l’Italia e il Medio Oriente. Con le più importanti case editrici italiane ha pubblicato vari libri di saggistica e narrativa ed è stato insignito di numerosi premi letterari e riconoscimenti per il suo impegno in favore della cultura della pace. Ha curato e tradotto per le edizioni Piemme le principali opere del poeta e filosofo libanese Kahlil Gibran.

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