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Europa, democrazia e diritti umani

Il Premo Sacharov ad Alexey Navalny dal punto di vista europeo

Nel contesto politico europeo e internazionale può sembrare irrilevante che l’Europa, e in questo caso il Parlamento europeo, compiano scelte che sicuramente rompono gli schemi della diplomazia. Non è così perché, l’abbiamo scritto più volte in questa rubrica, la democrazia e la difesa dei diritti umani, oltre che la libertà di pensiero, hanno bisogno sempre della frustra del giudizio critico.


È sempre aperto il cantiere della difesa dei diritti in Europa

Chiedere che si mantenga alta l’attenzione delle istituzioni europee, con conseguenti azioni concrete, rimane una rivendicazione centrale da parte di quanti vedono giustamente nell’Europa unita un punto di riferimento essenziale per la difesa di valori che sono iscritti nei suoi Trattati.


Diritti per chi?

Non è pensabile che si crei, come l’ha chiamata qualcuno, una “internazionale democratica” da contrapporre ad un vasto mondo dove non c’è democrazia partecipativa e rispetto dei diritti umani. Questa tendenza avrebbe in sé, insito, un punto debole. Quello di una esasperata contrapposizione di tipo ideologico alla quale continuerebbero a seguire compromessi quotidiani sul piano della realpolitik, degli accordi commerciali e così via.


Sovranismi, democrazia e diritti

La democrazia e i diritti umani sono sotto attacco in diversi paesi, dalla Russia alla Cina, nel Myanmar, ma anche a casa nostra, come accade in Polonia e Ungheria, e non solo. Cambiano i contesti politici e culturali, ma si tratta pur sempre di attacchi alla libertà d’espressione di pensiero e di coscienza dei cittadini.


In ricordo di Liu Xiaobo. Europa, Stati Uniti e la difesa dei diritti umani

È importante ricordare figure come Liu Xiaobo che hanno conciliato la tenacia della loro denuncia con la manifestazione di un atteggiamento non violento e non ispirato all’odio. La Storia ci ha insegnato che questi atteggiamenti possono alla fine avere la ragione.


Lipa e Lampedusa, il bosco e il mare

Siamo abituati a vedere da anni le immagini drammatiche degli sbarchi (o purtroppo, dei naufragi) dei migranti che giungono dal mare verso la “porta d’Europa”, Lampedusa, dopo aver superato, a costo di indicibili sofferenze, lunghe traversate nei deserti africani e la prigionia nei campi libici gestiti dai trafficanti di esseri umani. Si sapeva, però, sempre da molti anni, dell’altra via percorsa da profughi e migranti che, nel suo tratto finale, è chiamata la “rotta balcanica”...


Europa, democrazia e diritti umani

Con la pandemia molti paradigmi sono cambiati. La globalizzazione ha mostrato il suo carattere invasivo attraverso la diffusione universale del COVID 19. Per salvaguardare la vita di milioni di persone, per rendere compatibili con sostenibilità e attenzione all’ambiente le “catene di valore” dell’economia mondiale, è necessario ripensare radicalmente principi e politiche delle relazioni internazionali.

Un nuovo mondo prende le mosse. La compressione della globalizzazione come l’abbiamo conosciuta ci porterà verso un “globalismo regionale”, dove grandi macro aree potranno, paradossalmente, regolare meglio fenomeni politici ed economici. Anche attraverso una tutela maggiore di diritti umani inalienabili e rispetto di regole democratiche.

L’Europa può svolgere un ruolo decisivo grazie al suo potenziale. In primo luogo quello di essere un'area dove convivono sviluppo e libertà (nonostante vistose violazioni e contraddizioni al suo interno). E le ragioni della sua unità sono basati sui valori di pace, solidarietà e responsabilità. Per esercitare questo ruolo l’Europa deve poter “parlare con una sola voce” e battersi per il rinnovamento delle istituzioni del multilateralismo a livello globale. 

Una rubrica aperta da Bruno Marasà, già funzionario del Parlamento europeo, esperto di politica estera e comunicazione istituzionale