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Viaggio fra i disobbedienti azeri

Testimoni dei pogrom di Sumgait

A Sumgait, in Azerbaigian, quando negli ultimi giorni del febbraio del 1988, in tempo di pace, una violenza brutale si è scatenata contro la minoranza armena, si verificarono anche episodi di solidarietà, di soccorso, di difesa delle vittime da parte di azeri che hanno seguito un moto profondo dettato dal principio di umanità e da un sentimento di ribellione di fronte all’ingiustizia che si traduce in azioni concrete. Oggi quei “Giusti azeri” sono considerati dai governanti dell’Azerbaigian dei "traditori". Di Pietro Kuciukian

 


Il villaggio di Evlu

Superato quello che era stato il confine fra la Georgia e l’Armenia, in cima ad una collina, sono stato raggiunto da una decina di contadini che, appena scoperto che parlavo armeno, mi hanno abbracciato calorosamente. 


Viaggio fra i disobbedienti azeri

Riusciremo mai a cogliere i segni del male al loro sorgere? Sarà sempre repentino e improvviso il passaggio dalla pace alla guerra, e sempre così irrimediabilmente lento il processo di pace? Storie di Giusti, per la speranza di una riconciliazione tra il popolo armeno e il popolo azero.


Viaggio fra i disobbedienti azeri

Alla fine dell’Unione Sovietica è seguito un lungo periodo di caos, anche se in pochi casi cruento. L’homo sovieticus, malgrado fosse stato forgiato in settant’anni di menzogne e repressioni ne è uscito quasi indenne. I tovarish, i compagni delle diverse etnie, si sono guardati negli occhi, hanno evitato di scannarsi in lunghe guerre civili che non avrebbero visto né vincitori, né vinti. Nemmeno i nuovi poteri sono riusciti a distruggere l’uomo sovietico, anche se in alcuni frangenti hanno tentato di farlo. È il caso della richiesta di autonomia del Nagorno Karabagh, enclave all’interno dell’Azerbaigian popolata in maggioranza da armeni.

Sarà sempre repentino e improvviso il passaggio dalla pace alla guerra, e così irrimediabilmente lento il processo di pace? Tra i molti episodi cruenti, si possono ritrovare e togliere dall’oblio quei pochi atti di salvataggio, di difesa, di soccorso, compiuti dai disobbedienti, da uomini e donne che hanno tentato di fermare il male e che possiamo chiamare “Giusti”. Il fronte dei carnefici non è mai compatto. Il racconto di questi episodi potrà forse tenere in vita la speranza di una riconciliazione tra il popolo armeno e il popolo azero che conduca alla pace.