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L'opposizione turca e la storia di Nursel Aydogan

oggi rifugiata in Germania, ha dedicato la carriera politica ai diritti delle persone curde

Il Partito Democratico dei Popoli, HDP, è tuttora la seconda formazione politica d’opposizione nel parlamento nazionale in Turchia. Una nuova esperienza che in poco tempo ha registrato un grande successo elettorale, che tuttavia oggi si trova in enorme difficoltà. Migliaia di persone iscritte all’HDP sono in carcere, centinaia di sindaci eletti sono stati sospesi, arrestati oppure obbligati a lasciare il Paese esattamente come vari parlamentari nazionali. Nursel Aydogan è una di queste persone.

L’HDP nasce nel 2012 con l’intento di essere un partito ombrello collocato a sinistra. Anche se a prima vista sembrerebbe una nuova formazione politica, l’HDP comprende diverse esperienze partitiche oppure extraparlamentari già presenti da anni in Turchia. Una nuova opportunità di rappresentanza per diverse lingue, etnie e posizioni politiche che cercano di trovare spazio e visibilità nel Paese. Altan Tan è stato l’esempio della presenza dei conservatori musulmani presenti nel partito che non si identificano con i partiti conservatori della coalizione del governo; Ertugrul Kurkçu che viene da un percorso di lotta extraparlamentare della sinistra turca, con 14 anni di carcere alle spalle, a causa del colpo di stato del 1971; Selahattin Demirtas, avvocato curdo e uno dei fondatori dell’Amnesty International della città di Amed/Diyarbakir; Mithat Sancar accademico arabo di cittadinanza turca; oppure Tuma Celik, scrittore e giornalista siriaco.

Questo partito politico, con le elezioni del 2015, porta nel Parlamento nazionale 85 parlamentari, invece con quelle del 2018 trovano seggio 67 deputati. Anche le elezioni locali sono una prova di successo: nell’ultima tornata del 2019, in 3 grandi città, in 57 piccole municipalità e con un totale di 1230 consiglieri comunali, l’HDP porta a casa un risultato importante.

Nello statuto, ma anche nelle azioni dell’HDP, si nota chiaramente che si trattai di un partito che lotta per “gli ultimi”: le persone lgbt, le minoranze etniche e linguistiche non riconosciute, le donne, le lavoratrici del sesso, i lavoratori precari, le minoranze religiose, le persone diversamente abili e quelle persone che si trovano in carcere con complicate condizioni di salute. In poche parole si tratta di un partito politico che abbraccia e sostiene la lotta e la resistenza di coloro che si sentono invisibili e schiacciati sotto la repressione del regime al potere in Turchia.

Forse è anche a causa di questa nuova pagina senza precedenti che l’HDP è riuscito a farsi strada in Turchia, e il governo centrale e i suoi mezzi di propaganda, le forze dell’ordine e la magistratura hanno collaborato insieme per aumentare sempre di più l’asticella della repressione nei suoi confronti. L’HDP oggi ha più di 10 mila iscritti in carcere, più di 100 sindaci e consiglieri comunali sono stati arrestati, in 50 municipalità al posto dei sindaci eletti sono stati nominati dei commissari straordinari, spesso e volentieri membri del partito al governo, infine 7 parlamentari sono in carcere e circa 5 altri hanno dovuto lasciare il Paese. Esattamente come Nursel Aydogan:

“Nel mese di novembre del 2016, la polizia ha fatto irruzione a casa mia. Vivevo nella città di Amed/Diyarbakir e mi hanno portato in elicottero in un centro di detenzione di un’altra città. Dopo qualche giorno, sempre con un elicottero militare, mi hanno portato nel Carcere Speciale di Silivri, dove sono rimasta 6 mesi”.

Aydogan è diventata parlamentare nazionale per la prima volta nel 2011 come candidata indipendente, poi nelle elezioni regolari del 7 giugno 2015 con l’HDP e con le elezioni anticipate del mese di novembre del 2015, sempre con l’HDP. Pochi mesi dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016, durante lo stato d’emergenza è stata arrestata. Nel suo capo di imputazione ci sono le seguenti accuse: “trasgressione delle leggi che regolamentano le manifestazioni, elogio del reato e del colpevole, incitamento della popolazione all’odio e alla trasgressione delle leggi e, pur non essendo un membro di organizzazioni terroristiche, reato di propaganda per conto di queste”. Nel mese di maggio del 2017 il Parlamento nazionale ha deciso di rimuovere la sua immunità parlamentare, facendola condannare a 4 anni di carcere.

“Dopo 6 mesi di reclusione sono stata scarcerata. Immediatamente mi sono recata a Izmir con l’intento di rifugiarmi in Grecia. Una volta arrivata a Izmir, ho visto in televisione che era stato emesso un nuovo mandato di cattura per me, ma ormai era troppo tardi. Pochi giorni dopo sono arrivata in Germania dove vivo tuttora da rifugiata politica”.

Aydogan, turca, ingegnere alimentare, nasce nella città di Bursa nel1958. Aydogan ha deciso di dedicare la sua carriera politica alla lotta per la rivendicazione dei diritti delle persone curde e si è candidata per rappresentare la città di Amed/Diyarbakir, a due passi dal confine siriano. Aydogan ha presentato numerose interrogazioni parlamentari al governo per ottenere maggiori chiarimenti sulle condizioni di salute dei detenuti politici e sulla violazione dei diritti umani durante lo svolgimento delle manifestazioni di protesta:

“Insieme ad altri parlamentari abbiamo lavorato per un lungo periodo con l’obiettivo di ricostruire quella cultura della democrazia che manca in Turchia. Il nostro principale scopo è stato sempre quello di prenderci cura dei diritti di tutte le persone presenti in questo Paese e costruire le basi di una convivenza pacifica”. Aydogan è stata molto attiva e presente anche in piazza, nelle conferenze e nei convegni all’estero per parlare anche dei diritti e delle condizioni precarie delle donne che vivono in Turchia.

Aydogan oggi vive in Germania ma non trascura la sua lotta: “Qui mi sono trovata subito in una famiglia. Ho conosciuto diversi rifugiati politici provenienti dalla Turchia già presenti in Germania da anni. Inoltre ho consolidato un rapporto di amicizia con il mondo politico nella città in cui mi trovo. Ho sostenuto due candidati di sinistra per le elezioni amministrative costruendo una grande campagna con diverse persone che vivono in esilio come me. Abbiamo ottenuto un risultato importante: entrambi sono diventati consiglieri comunali. Penso che la mia lotta si sia trasformata, e che continui a crescere”.

Aydogan continua a parlare della Turchia, della vita e dei problemi delle persone che vivono in questo Paese, e a difendere i diritti degli “ultimi” in diverse occasioni e in varie parti dell’Europa. Lo scorso marzo era a Torino per partecipare ad alcune conferenze e festeggiare Nowruz, l’antica festa mediorientale che oltre ad annunciare l’arrivo della primavera per alcuni popoli, è anche quella ricorrenza che ricorda i momenti di ribellione contro i tiranni che li hanno oppressi e massacrati.

13 aprile 2022

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