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Accusato in Cile di crimini contro l’umanità, arrestato in Italia

faceva parte della Colonia Dignidad, enclave di nazisti fuggiti dalla Germania

La Colonia Dignidad fu un centro di detenzione e tortura travestito da luogo di cura in Cile, un villaggio fondato nel 1961 da emigrati tedeschi e divenuto poi noto per aver nascosto centinaia di gerarchi nazisti in fuga, tra cui anche Joseph Mengele. La colonia era guidata dal fondatore Paul Schäfer (accusato di pedofilia, condannato a 30 anni di carcere e morto in carcere a Santiago del Cile nel 2010), un ex infermiere della Wehrmacht ed ex caporale delle SS. Al suo interno avvenivano torture, lavoro forzato, abusi e violenze su minori, omicidi. Fu un luogo usato anche dalla Dina, la polizia di Pinochet, come centro di detenzione e tortura per gli oppositori, i desaparecidos. Il gruppo guidato da Schäfer, considerato una sorta di Dio, fu definito una setta per la natura parareligiosa su cui si era strutturato ancora prima del trasferimento dei suoi sostenitori nel sud del Cile, dove nacque l'enclave nella quale vigevano regole ferree e il mondo esterno veniva tenuto lontano.

Reinhard Doring Falkenberg, 75 anni, viveva nella colonia negli anni '70 ed è accusato di essere stato un torturatore, su cui la giustizia cilena aveva avviato un’inchiesta relativa alla “scomparsa” di tre vittime: Elizabeth Rekas, Antonio Elizondo e Juan Maino. Falkenberg, fuggito dal Cile nel 2005 per scampare al processo e riparato poi in Germania a Gronau (possiede sia la cittadinanza cilena che tedesca), è stato arrestato qualche giorno fa in Toscana, nella hall di un hotel di Forte dei Marmi, in viaggio organizzato come un semplice pensionato, ma nel mirino dall’Interpol.

Il ministero della Giustizia ha chiesto alla Corte d’Appello di Firenze il mantenimento delle misure di custodia cautelare, si attende la richiesta di estradizione dal Cile. Fu il governo Merkel nella persona del Ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier, nel 2016, a rendere accessibili i documenti su Colonia Dignidad che fino ad allora erano stati celati. La priorità era poi quella di far avanzare le indagini penali in Germania e Cile e soprattutto occuparsi degli ex residenti e le vittime di Casa Dignidad, con offerte di assistenza psicosociale, ad esempio, ma anche attraverso un fondo specifico. Già nel 2017, inoltre, il governo tedesco e quello cileno hanno concordato un accordo bilaterale per istituire una "commissione mista cileno-tedesca per elaborare la memoria di Colonia Dignidad e integrare le vittime nella società". La messa in atto sta avvenendo però molto lentamente.

Oggi la Colonia esiste ancora, con il nome di Villa Baviera, si tratta di un'azienda avicola e forestale e di un hotel. È difficile però dimenticare cosa fu questo luogo e c'è ancora molto da fare in termini di giustizia, risarcimento alle vittime, memoria. I coloni più giovani, nati nel lager o che vi avevano abitato fin da bambini, scoprirono solo poi che cosa fosse il mondo reale, fuori dalla Colonia. 

5 ottobre 2021

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