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Un appello per fermare l'esecuzione di Abbas Deris, l'operaio iraniano accusato di 'inimicizia contro Dio'

La lettera ai parlamentari italiani sottoscritta dalla Fondazione Gariwo

Uno dei partecipanti alle proteste che si sono tenute in Iran nel novembre 2019 per il caro benzina è a imminente rischio di esecuzione. Si tratta di Abbas Deris, un operaio indigente, vedovo e con tre figli a carico. Secondo il suo avvocato, la Corte Suprema ha confermato la sua pena di morte per le accuse di "moharebeh" (inimicizia contro Dio). L'obiettivo evidente è quello di spaventare i manifestanti e quindi reprimere nel nascere future proteste. La Fondazione Gariwo sottoscrive l'appello ai parlamentari italiani, scritto dall'Associazione Movimento Donna, Vita, Libertà di Firenze e firmato da decine di organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e civili, affinché i nostri politici si impegnino a non dimenticarsi del futuro dei manifestanti iraniani. 

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Noi, membri dell'Associazione Movimento Donna, Vita, Libertà di Firenze, insieme alle altre organizzazioni che hanno accettato di aderire a questa iniziativa, ci appelliamo ai nostri rappresentanti parlamentari perché ci aiutino a fermare la mano del boia del potere giudiziario della repubblica islamica dell’Iran.

Come è noto, in seguito alla cruenta repressione delle recenti manifestazioni in reazione all’uccisione di Mahsa Jina Amini per mano della polizia "morale", le autorità giudiziarie stanno emettendo sentenze terroristiche e punitive per spaventare e stroncare le eventuali future proteste e manifestazioni.

In questo preciso momento storico, per noi, cittadine e cittadini di uno Stato democratico di diritto e consapevoli della sacralità della vita di ogni singolo essere umano, sono ore di ansia e di forte preoccupazione. Oggi come ieri per le altre condanne purtroppo eseguite nel recente passato, c’è il reale e l’imminente rischio che il cappio della forca del regime si stringa al collo di Abbas Deris. Si tratta di un indigente operaio iraniano di Ahvaz, vedovo con tre figli a carico, che è stato arrestato insieme a suo fratello durante le manifestazioni contro il rincaro del prezzo del petrolio nel 2019. Abbas è stato accusato d’inimicizia contro Dio e di aver ucciso un poliziotto nei tumulti in cui le squadre antisommossa fecero fuoco contro i manifestanti. Nonostante che non ci siano evidenti e persuasive prove del reato attribuito ad Abbas Deris, e malgrado che i capi d’accusa presentati in giudizio, siano dovuti alle confessioni estorte sotto la tortura, i tre organi del potere giudiziario hanno confermato la sentenza della pena capitale.

La sua avvocata, Fereshteh Tabanian, ha denunciato non poche irregolarità e incongruenze, palesemente in contrasto sia con il codice legislativo nazionale vigente che con quello internazionale. Inoltre, i familiari della vittima hanno concesso la clemenza, conditio sine qua non, essenziale e necessaria per evitare la pena di morte. Questo è solo uno di alcuni aspetti non trascurabili in un processo equo che sono stati deliberatamente ignorati da chi decide sulla vita e sulla morte di un'intera nazione.

La presente lettera è stata ideata, redatta e firmata nella Toscana, il suolo che la storia della civiltà umana ricorderà eternamente come la prima terra su cui fu abolita la pena di morte in quel lontano 30 novembre del 1786.

Noi, oggi nel 2023, ci rivolgiamo a voi perché con il vostro sostegno e il vostro impegno dimostriate alla comunità internazionale di essere legittimi eredi e discendenti di quella patria che rese famoso il suo nome non solo per la sua arte e le sue lettere, ma principalmente per il valore che seppe insegnare e trasmettere ai posteri nel mondo intero: il rispetto per la dignità dell’uomo a prescindere da qualsiasi appartenenza etnica, religiosa, o di genere.

I firmatari:

- Arci Firenze

- Cgil Firenze

- Professor Tomaso Montanari

- Università per stranieri di Siena

- Fondazione Gariwo

- Associazione Artemisia- centro antiviolenza Firenze

- Associazione Jina Medici, Personale sanitario e volontari iraniani e non

- Associazione Donne libere Iraniane

- Associazione Woman Life Freedom Italy

- Associazione rifiorire insieme ETS

- Associazione Donne 4.0

- Associazione MaraBaronti aps

- Associazione Maanà

- Associazione il Coraggio

- Associazione Cleanbusters aps

- Associazione klimatFest aps

- Associazione Progetto Arcobaleno

- Donna, Vita, Libertà- Roma

- Collettivo rivoluzionario Jina


20 luglio 2023

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