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Il Premio del Presidente della Repubblica d'Armenia a Marcello Flores

per il suo contributo agli studi sul Genocidio

Marcello Flores durante la premiazione

Marcello Flores durante la premiazione

Ogni anno l'Hayastan All-Armenian Fund - un'istituzione unica la cui missione è quella di unire gli Armeni in Armenia e oltreoceano per superare le difficoltà del Paese - organizza dei concorsi per i Premi del Presidente della Repubblica d'Armenia, S.E Armen Sarkissian, in differenti campi (arte, letteratura, scienze, musica). Il 24 maggio 2018 a Yerevan lo storico, docente all'Università di Siena e direttore del Master Europeo in Human Rights and Genocide Studies, Marcello Flores, è stato onorato con il President Prize assegnato a coloro che hanno dato un contributo prezioso al riconoscimento del Genocidio armeno. Precisamente, per il suo apporto allo studio sui genocidi e su quello armeno in particolare. 

Di seguito la trascrizione tradotta dell'intervento che Marcello Flores - accompagnato dal Console onorario d'Armenia in Italia Pietro Kuciukian - ha tenuto a Yerevan in occasione della cerimonia di consegna del premio, in cui ha raccontato l'evoluzione della sua esperienza di studio del Genocidio armeno e l'importanza della conoscenza dei drammi dal passato per un futuro di pace

Vorrei ringraziare il Presidente dell’Armenia e il Consiglio di amministrazione di Hayastan All-Armenian Fund per il prestigioso riconoscimento che mi è stato dato. Quando circa trent’anni fa ho iniziato a occuparmi di genocidi, come storico e studioso, nessuno in Italia (ma valeva lo stesso per qualsiasi altro luogo) conosceva il Genocidio armeno e nemmeno la politica negazionista dello Stato turco, che sembrava, dalla sua posizione, reiterare quella violenza sugli Armeni di oggi. L’impegno come ricercatore, che mi ha permesso di raggiungere i risultati che mi sono riconosciuti oggi, è sempre stato accompagnato da una battaglia civile e politica per rendere la verità storica riguardo al Genocidio armeno un patrimonio collettivo, memoria condivisa e consapevole dell'opinione pubblica e della comunità internazionale.

Negli ultimi anni, in Italia e in tutta l’Europa, il Genocidio armeno è diventato sempre di più oggetto di attenzione, non solo tra gli studiosi, ma nelle scuole, sui giornali, in radio e in televisione, entrando nella coscienza dei giovani come la prima grande tragedia che - all’interno di quella terribile esperienza collettiva che fu la Prima Guerra Mondiale - segnò la gravità della violenza del 20esimo secolo. La mia esperienza come educatore, prima ancora che come storico e studioso, mi ha convinto del fatto che insistere sul terreno della conoscenza storica e della discussione politica e morale attorno ai drammi del passato sia il miglior modo di trasmettere a tutti, e specialmente alle nuove generazioni di giovani, il rispetto per la verità e l’impegno per prevenire il ripetersi di tragedie come quella che sconvolse la vita degli Armeni più di cento anni fa. Ho ancora in mente l’immagine -qualche anno fa, durante il Master europeo in Diritti Umani e studi sui Genocidi che stavo tenendo in Italia - delle lacrime di un giovane studente turco che non riusciva a capire come il suo Paese avesse così intenzionalmente nascosto la verità storica, addirittura trasformandola in un’arma di propaganda contro la stessa minoranza armena del tardo Impero Ottomano.

Nel campo della ricerca storica, i risultati sono stati prodigiosi, e nessuno studioso in buona fede può sostenere ciò che i ricercatori accademici di vent’anni fa si permettevano di scrivere riguardo quello che alcuni di loro assolutamente non volevano chiamare genocidio; ma un grande progresso è stato fatto nell’ambito dell’opinione pubblica internazionale, che è culminato nel centenario del Metz Yeghern: ora dobbiamo continuare per questa strada con costanza e impegno, perché è solo attorno al riconoscimento della storia del passato che è possibile costruire pace e solidarietà per il futuro. 

Il messaggio del Console onorario d'Armenia in Italia Pietro Kuciukian sul premio conferito a Flores:

Come console onorario della Repubblica di Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo, la foresta dei Giusti, ho accompagnato il Prof. Marcello Flores in Armenia. Esprimo grande soddisfazione per l’assegnazione, con il voto unanime della commissione, del Premio del Presidente dell’Armenia allo storico italiano Marcello Flores, che si è dedicato da anni al tema del Genocidio armeno. L’ultimo suo saggio "Il genocidio degli Armeni", edito da Il Mulino, ha avuto tre edizioni. Si tratta di un lavoro che recepisce le più importanti fonti documentarie dando un contributo essenziale alla battaglia contro il negazionismo del governo turco. Il prof. Flores ha seguito sin dalle origini il Comitato Internazionale dei Giusti per gli Armeni che ho fondato nel 1995 e poi il Comitato Gariwo, fondato da Gabriele Nissim e da me nel 2001, e ha creduto nell’importanza di coniugare storia e memoria attraverso la divulgazione delle figure dei Giusti. Questa sua scelta è confermata nelle sue prefazioni ai miei lavori sui Giusti per gli armeni, nei quali Flores sottolinea l’importanza di far conoscere le azioni di chi, contro la violenza organizzata e pianificata, cercò di reagire, di opporsi, di ostacolare il progetto genocidario, o almeno, quando non poté esserne capace, di testimoniarlo, di raccontarlo, di farlo conoscere. Storie di forte contenuto morale, sottolinea Flores, anche se “quasi sempre improntate alla semplice umanità”. Storie che danno un contributo essenziale alla prevenzione dei genocidi e che aiutano, come afferma sempre con forza Gabriele Nissim, ad anticipare il bene. Marcello Flores ha ricevuto un premio prestigioso, ampiamente meritato.

29 maggio 2018

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