Guardia Costiera

Guardia Costiera

Il Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera è un Corpo della Marina Militare che svolge compiti e funzioni collegate in prevalenza con l'uso del mare per i fini civili e con dipendenza funzionale da vari ministeri che si avvalgono della loro opera. Primo fra tutti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha "ereditato" nel 1994, dal Ministero della marina mercantile, la maggior parte delle funzioni collegate all'uso del mare per attività connesse con la navigazione commerciale e da diporto e sul cui bilancio gravano le spese di funzionamento. Il Corpo dispone di un organico complessivo di circa 11.000 persone tra ufficiali, sottufficiali e truppa.

Pur essendo espressione della Marina Militare Italiana - e quindi dipendendo operativamente dal Ministero della Difesa - la Guardia Costiera svolge compiti non strettamente legati all’attività istituzionale del corpo armato. Le sue funzioni sono infatti di natura e fini prevalentemente civili, e comprendono attività quali ricerca e soccorso in mare, sicurezza della navigazione, protezione dell’ambiente marino, controllo sulla pesca marittima, polizia marittima, arruolamento personale militare, archeologia subacquea, controllo immigrazione e servizi di protezione civile.

Nell'ambito di tali compiti, la Guardia Costiera svolge la funzione generale di autorità marittima ai sensi del codice della navigazione, ed è competente per l'esercizio delle funzioni di ricerca e salvataggio in mare, di disciplina, monitoraggio e controllo del traffico navale, di sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo, nonché delle relative attività di vigilanza e controllo.

L’opera di salvataggio svolta dalla Guardia costiera, da Lampedusa a tutte le coste italiane, potrebbe essere considerata un’attività relativa all’espletamento di un dovere professionale. In realtà le donne e gli uomini che si spendono per salvare i disperati in rotta verso le nostre coste, lo fanno con un senso di umanità e uno spirito di sacrificio che va ben oltre la semplice osservanza di un dovere, fino a mettere a repentaglio la propria incolumità.

Questa responsabilità è stata messa in evidenza già nei primi soccorsi degli anni ’90, durante il primo esodo dei cittadini albanesi verso le coste italiane. Oggi i migranti provengono soprattutto dal Nord Africa e dal Medio Oriente, in fuga da fame e violenze. 
La porta di accesso all’Occidente e all’Europa per loro è il Canale di Sicilia, ed è proprio a Lampedusa che si sono verificate le stragi più tristemente note, come quella del 3 ottobre 2013, in cui 366 migranti persero la vita a pochi metri dalle coste, o quella dell’ 8 febbraio 2015, in cui sono morte oltre 300 persone al largo della costa libica.

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