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Ex ambasciatori polacchi scrivono al governo del Paese

"chiediamo un cambiamento della politica estera"

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta scritta in questi giorni dagli ex ambasciatori polacchi, una preoccupata riflessione sulla gestione della politica estera del Paese, che potrebbe distruggere la sua posizione internazionale.

Il conflitto con Israele, gli USA e altri tradizionali alleati a proposito della legge sull’Istituto per la Memoria Nazionale dimostra che la posizione internazionale della Polonia è la peggiore da quando abbiamo riconquistato l’indipendenza nel 1989. La Polonia ha cessato di essere autorevole anche sui suoi partner esteri più vicini. In quanto ex diplomatici denunciamo che l’attuale politica di Jaroslaw Kaczynski e del partito Diritto e Giustizia (PiS) va contro la ragion di stato polacca e porterà il paese alla catastrofe.

Viene distrutto il patrimonio di quelle generazioni che hanno lottato e ottenuto la democrazia e poi hanno efficacemente costruito la posizione internazionale della Polonia libera. Negli anni 1989-2015 la Repubblica sotto governi di sinistra, di destra e di centro è entrata nella NATO e nell’Unione Europea, si è sviluppata più velocemente di altri Paesi europei, è divenuta un Paese sicuro e rispettato, è stata ascoltata in questioni chiave per la regione e il continente.

Dal 2015 la politica estera del PiS passa da un disastro all’altro. Vengono rifiutate alla Polonia le visite di alti rappresentanti di Stato, la Polonia viene regolarmente criticata dai nostri alleati, le nostre garanzie per la sicurezza sono sempre più condizionate. Invece, come è accaduto fino ad ora, di essere uno dei Paesi leader della comunità occidentale, la Polonia del PiS dipende dal sostegno di Stati minori.

La posizione internazionale del Paese è indebolita anche dal flirt dell’attuale governo con ambienti sciovinisti.

La Polonia è vista (lo scriviamo con dolore) come “il malato dell’Europa”.

Questa situazione è un grave pericolo per lo stato, soprattutto nell’attuale situazione di instabilità. L’Unione Europea è alle soglie di enormi cambiamenti. L’aggressiva Russia occupa i territori di un nostro vicino e ingerisce nei processi politici dell’Occidente. Gli USA stanno cambiando il proprio ruolo nel mondo. Si sviluppano i nazionalismi.

Allo stesso tempo manca la voce della Polonia anche nelle questioni più importanti: il futuro dell’Unione e il suo budget, e la forma della presenza militare dell’Europa. Lo Stato del PiS boicotta l’opportunità rappresentata dall’avere un Polacco a capo del Consiglio d’Europa e spreca il proprio posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU, perché le argomentazioni polacche, soprattutto nel campo dello Stato di diritto, sono nulle. Il vicepresidente del Parlamento Europeo del PiS rischia di venire destituito[1] per le sue dichiarazioni scandalose. I rapporti con i nostri partner dell’UE sono cattivi. La rottura dei rapporti con l’Ucraina ha privato la Polonia di qualsiasi forza politica ad Est. Il Ministero degli Esteri è ostaggio dei mercanteggiamenti interni al campo al governo, nella diplomazia regna il caos.

Da due anni alcuni di noi all’interno delle istituzioni statali hanno indicato questi pericoli. Oggi lo facciamo con una lettera aperta e sappiamo che la maggior parte dei nostri colleghi che sono ancora alle dipendenze degli Esteri condivide il nostro giudizio.

Preoccupati per il bene della Patria facciamo un appello:

Ai politici del campo di governo perché cambino linea, perché tornino ad una politica pro-europea e pro-occidentale, perché pongano fine ai conflitti artificiosi con i nostri alleati, perché restituiscano credibilità alla Polonia come stato di diritto, perché cessi ogni politica di appoggio alle forze estremiste.

Al Presidente della Repubblica Polacca perché ponga il veto alla legge sull’Istituto per la Memoria Nazionale.

Al Ministro degli Esteri perché restituisca alla diplomazia la sua capacità di essere soggetto e la sua professionalità, che vuol dire anche poter dire “no” alle azioni che vanno contro gli interessi dello Stato.

Alle organizzazioni della società civile, alle istituzioni locali e ai partiti di opposizione ad essere attivi nei rapporti con l’estero e a dar vita ad un programma per la ricostruzione della posizione internazionale della Polonia. La cattiva politica estera del PiS, che è andato al potere con il voto del 18% dei cittadini, non ha il sostegno della maggioranza della nazione e deve trovare un’alternativa.

Dichiariamo il nostro sostegno alla sua creazione.

Ai nostri concittadini diciamo che bisogna difendere la ragion di Stato polacca. La Polonia, come negli anni 1989-2015, deve essere europea e responsabile. Deve realizzare i propri interessi collaborando con gli altri e non facendo loro continuamente una guerra.

Solo questa Polonia sarà sicura e fiorente.

Solo questa Polonia è vera.

Firmatari:

Marcin Bosacki, ex ambasciatore in Canada

Iwo Byczewski, ex ambasciatore in Belgio e in Tunisia

Maria Krzysztof Byrski, ex ambasciatore in India

Pawel Dobrowolski, ex ambasciatore in Canada e a Cipro

Grzegorz Dziemiodowicz, ex ambasciatore in Egitto e in Grecia

Urszula Gracek, ex ambasciatore presso il Consiglio d’Europa

Maciej Klimczak, ex ambasciatore in Lettonia

Maciej Kozlowski, ex ambasciatore in Israele

Jerzy Kranz, ex ambasciatore in Germania

Roman Kuzniar, ex diplomatico, ex consigliere del Presidente della Repubblica per gli affari esteri

Piotr Lukasiewicz, ex ambasciatore in Afghanistan

Agnieszka Magdziak-Miszewska, ex aambasciatore in Israele

Jacek Najder, ex ambasciatore presso la NATO e in Afghanistan

Marek Nowakowski, ex ambasciatore in Lettonia e in Armenia

Piotr Nowina-Konopka, ex ambasciatore presso la Santa Sede

Piotr Ogrodzinski, ex ambasciatore in anada

Ryszard Schnepf, ex ambasciatore negli Stati Uniti e in Spagna

Tadeusz Szumowski, ex ambasciatore in Australia, Irlanda e Indonesia.

[1] Cosa avvenuta durante la seduta del 7 febbraio 2018 

Ex ambasciatori polacchi, traduzione di Annalia Guglielmi

12 febbraio 2018

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