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Storie di Giusti

il podcast che racconta le figure esemplari onorate al Giardino dei Giusti di Milano

Ci sono persone comuni che a un certo punto della loro vita, di fronte a ingiustizie e persecuzioni, hanno deciso da che parte stare, anche a costo di privazioni o, in molti casi, della propria vita. A Milano esiste un luogo dove queste persone vengono onorate. Si chiama Giardino dei Giusti di tutto il mondo e ospita la memoria di decine di donne e uomini che in ogni epoca hanno fatto scelte coraggiose per interrompere la catena del male. Questo podcast racconta le loro storie, attraverso le testimonianze di familiari, amici, storici, giornalisti e scrittori.

Storie di Giusti è prodotto dalla Fondazione Gariwo.
Testi, interviste e ricerche sono a cura di Joshua Evangelista, Martina Landi e Helena Savoldelli. Francesca Donghi è la coordinatrice di produzione, il missaggio audio è a cura di Lorenzo Ciapponi e Sara Del Dot. Le storie sono lette dagli attori Tommaso Banfi e Marta Comerio.

Iniziamo la terza stagione con le storie di Dimitar Peshev, politico bulgaro che salvò 48 mila ebrei, e Daphne Vloumidi, l’albergatrice di Lesbo arrestata per aver soccorso i migranti.
Infine conosceremo le quattro persone che verranno onorate al Giardino dei Giusti di Milano il 6 marzo 2024. Sono il “papà antifascista” dell’Europa unita Altiero Spinelli, la Madre di Plaza de Mayo Vera Vigevani Jarach, lo storico e attivista di Memorial Jurij Dmitriev e Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023.

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S3 E4: Vera Vigevani Jarach

Vera ha due storie tremende in una sola vita. Suo nonno è stato deportato ad Auschwitz, sua figlia è diventata una desaparecida nel 1976 durante la dittatura militare argentina. Avrebbe potuto chiudersi nella sua tristezza, invece ha scelto di utilizzarla per cercare giustizia e difendere i diritti umani. Cofondatrice del movimento delle Madri di Plaza de Mayo, chiede senza tregua giustizia e verità per i tanti desaparecidos rapiti, torturati e uccisi durante la dittatura. Ancora oggi, nonostante i suoi 95 anni.

Ospiti: Vera Vigevani Jarach, Eduardo Martínez Delfino e Carlo Greppi

S3 E3: Altiero Spinelli

Milano, 3 giugno 1927. La polizia fascista fa irruzione in un bar e arresta un giovane che non ha ancora compiuto vent’anni. È “un elemento pericolosissimo”, che “ha sempre esercitato deleteria attività sovversiva”. Qualche anno dopo, quel giovane pericolosissimo scriverà il Manifesto di Ventotene o dell’Europa unita. Diventandone, di fatto, uno dei padri fondatori.

Ospiti: Anna Foa, Piero Graglia e Maurizio Molinari

S3 E2: Daphne Vloumidi

È il 2015 quando sulle coste dell’isola greca di Lesbo sbarcano migliaia di migranti in fuga da conflitti e persecuzioni. Sono stremati e hanno bisogno di tutto. L’albergatrice Daphne Vloumidi organizza una rete di aiuto incondizionato che la porterà persino ad essere arrestata.

Ospiti: Daphne Vloumidi e Daniele Biella

S3 E1: Dimitar Peshev

Nel 1943 - caso unico in tutta la storia europea - il vicepresidente del parlamento bulgaro Dimitar Peshev riesce a fermare il piano segreto del suo governo che avrebbe sancito la deportazione di 48 mila ebrei della Bulgaria nei campi di concentramento nazisti.

Ospite: Gabriele Nissim

Seconda stagione

Nella seconda stagione abbiamo parlato di: Fernanda Wittgens, la direttrice antifascista di Brera che ha salvato le opere dai bombardamenti e dissidenti ed ebrei dalle persecuzioni; Raphael Lemkin, il giurista ebreo polacco che ha coniato il termine genocidio; Denis Mukwege, il medico congolese Premio Nobel per la pace che ha dedicato la vita alla cura e al reinserimento sociale della donne vittime di stupro di guerra; Costantino Baratta, il pescatore lampedusano, che durante il naufragio del 3 ottobre 2013 è riuscito a salvare 12 persone; Anna Politkovskaja, la giornalista investigativa russa assassinata dopo aver denunciato i massacri in Cecenia; infine la signora degli alberi Wangari Maathai, biologa promotrice dello sviluppo sostenibile in Africa.

S2 E6: Wangari Muta Maathai

La keniana Wangari Muta Maathai è stata la prima donna africana a vincere, nel 2004, il Premio Nobel per la pace, per “il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace”. Per la prima volta, dandole questo premio, il comitato per il Nobel ha inoltre tracciato un collegamento tra ambiente, pace e diritti delle donne. Con il Green Belt Movement, Wangari ha piantato decine di milioni di alberi in tutta l’Africa Orientale e ha ispirato iniziative ambientaliste che hanno decisamente anticipato i tempi. Ma non solo, ha avuto anche il coraggio di criticare la corruzione, pagando con violenze, diffamazione e carcere.

Ospite: Anna Pozzi

S2 E5: Anna Politkovskaja

Il 7 ottobre 2006, a Mosca, il corpo della giornalista Anna Politkovskaja viene ritrovato da un vicino di casa, dopo un’esecuzione che nella Russia post-sovietica appare assolutamente standard: tre proiettili nel petto; infine uno in testa, “di controllo”, come si dice nel gergo. Ma chi era davvero Anna? Perché era così scomoda? La vita e le inchieste della giornalista che più di tutti ha mostrato al mondo la brutalità del governo russo.

Ospite: Anna Zafesova

S2 E4: Costantino Baratta

Il 3 ottobre 2013 un naufragio a largo delle coste di Lampedusa provoca la morte di almeno 368 persone: è una delle più gravi catastrofi nella storia del Mediterraneo. Da quel giorno le stragi di migranti non si sono mai fermate: sono quasi 24 mila le donne, gli uomini e i bambini morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Eppure, in questo mare di ingiustizia, ci sono tante piccole storie di umanità. Una di queste è quella del pescatore Costantino Baratta, la cui vita è cambiata quel 3 ottobre, quando ha raccolto dal mare 12 ragazzi eritrei e li ha accolti a casa sua.

Ospiti: Costantino Baratta e Vito Fiorino

S2 E3: Denis Mukwege

Il Premio Nobel Denis Mukwege è il maggiore esperto mondiale della ricostruzione interna dell’apparato genitale femminile dopo uno stupro. Ma, soprattutto, è un muganga, un medico che guarisce. Con il suo team ha operato più di 60mila donne congolesi, insegnando al mondo che la violenza non si affronta solo con bisturi e punti di sutura ma anche denunciando le ingiustizie e l’impunità.
Nonostante questo implichi il rischio costante di essere ucciso, ha deciso di rimanere tra le martoriate colline intorno a Bukavu per curare la sua gente.

Ospiti: Luciano Scalettari e Anna Pozzi

S2 E2: Raphael Lemkin

Sono poche le figure storiche che hanno ottenuto conquiste più importanti e ignorate di quelle di Raphael Lemkin. Se oggi siamo in grado di descrivere con un solo termine quello che è successo agli ebrei, agli armeni e ad altri popoli che hanno rischiato di scomparire per sempre, lo dobbiamo alla folle determinazione di questo profugo polacco che coniò la parola “genocidio” e ne fu anche vittima: 49 membri della sua famiglia, inclusi sua madre e suo padre, morirono durante la Shoah.
Con una persistenza incredibile, Lemkin dedicò tutta la sua vita affinché le Nazioni unite approvassero la Convenzione sul genocidio. Una crociata ostinata e solitaria contro l’immobilismo dell’establishment internazionale affinché quanto accaduto ai suoi cari non si ripetesse più.

Ospite: Gabriele Nissim

S2 E1: Fernanda Wittgens

Come trovare una definizione unica di Fernanda Wittgens? Prima direttrice donna di un museo statale italiano, fervente antifascista, raffinata intellettuale, a lei dobbiamo il salvataggio di gran parte delle opere dei musei di Milano durante la Seconda Guerra Mondiale, così come quello di tanti ebrei e dissidenti in fuga dalla persecuzione nazifascista. Forse, come ha detto lei di sé stessa, è stata una che ha provato a salvare “l’umano” dal “bestiale” attraverso l’arte, “una delle più alte forme di difesa dell’umano”.

Ospite: Giovanna Ginex

S2 trailer

Prima stagione

Nella prima stagione abbiamo raccontato le storie di: Moshe Bejski, l’uomo che dopo essere stato salvato da Schindler durante la Shoah ha creato il Giardino dei Giusti di Gerusalemme; Armin T. Wegner, un curioso fotografo che dopo aver documentato il genocidio armeno ha avuto il coraggio di affrontare Hitler con una lettera; Nelson Mandela, il gigante sudafricano che ha messo fine all’apartheid; Azucena Villaflor, leader delle Madres de Plaza de Mayo che cercano verità e giustizia per i figli desaparecidos; Felicia Bartolotta Impastato, che ha portato avanti la lotta contro la mafia del figlio Peppino a testa alta e senza cercare vendetta; di Pierantonio Costa, il console italiano che ha salvato 375 persone durante il genocidio in Ruanda. 

S1 E6: Pierantonio Costa

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile 1994 l’aereo del presidente Habyarimana viene abbattuto a Kigali, in Ruanda. È l’inizio del genocidio. Pierantonio Costa è il Console italiano, un imprenditore di successo che da quel momento decide di fare la sua parte, andando in soccorso di coloro che gli chiedono aiuto. Costa usa tutto ciò che è in suo potere per salvare delle vite, comprese quelle di 375 bambini di un orfanotrofio della Croce Rossa. La sua è la vicenda di un moderno Davide contro Golia. Un Davide che, nonostante le sue azioni, ha sempre portato con sé un grande rimorso: che si potesse fare di più.

Ospite: Françoise Kankindi

S1 E5: Felicia Bartolotta Impastato

La storia di Felicia Bartolotta, vedova Impastato, è la storia di una casa. Una casa a cento passi da quella di uno dei più grandi mafiosi del Novecento. Una casa chiusa ai compagni mafiosi del marito, ma aperta a tutti coloro che, dopo l’omicidio di suo figlio Peppino, hanno voluto conoscere la sua storia. Perché Felicia ha capito che la vita e la morte di suo figlio non hanno soltanto una dimensione privata, ma sono il simbolo della violenza della mafia e del coraggio della legalità.

Ospiti: Giovanni Impastato e Lucilla Andreucci

S1 E4: Azucena Villaflor

La storia di Azucena Villaflor ci porta nell’Argentina di Jorge Videla e ci racconta la nascita di un movimento di donne coraggiose, le Madres de Plaza de Mayo. Un fazzoletto bianco sul capo, in mano la foto dei figli scomparsi e sulle labbra una parola, desaparecidos, impronunciabile nella Buenos Aires del 1977. Azucena è stata tra le prime a dire “basta”, dopo il sequestro del figlio Néstor. Basta con le menzogne del regime, basta con le repressioni, basta con la violenza. Per questo è stata uccisa, e gettata in mare da un aereo. Ma il suo grido non è stato spento…

Ospite: Francesco Cataluccio

S1 E3: Nelson Mandela

Nelson Mandela è conosciuto e amato in tutto il mondo per il suo impegno per la pace, la negoziazione e la riconciliazione. Eppure ha più volte affermato che la lotta è stata tutta la sua vita. Questo è stato evidente fin dalla nascita: suo padre aveva infatti deciso di chiamarlo Rolihlahla, che vuol dire “colui che strappa il ramo di un albero”. In altre parole, uno in cerca di guai.

Dalle proteste contro il razzismo del giovane Mandela fino agli ultimi giorni della sua vita, passando per i 27 anni di prigione e la fine dell’apartheid. Un viaggio oltre il mito, alla scoperta dell’uomo che ha cambiato per sempre le sorti del Sudafrica.

Ospiti: Marcello Flores e Anna Pozzi

S1 E2: Armin T. Wegner

Alla scoperta di uno dei personaggi più incredibili del Novecento, che documentò il genocidio degli armeni ed ebbe persino il coraggio di scrivere una lettera a Hitler per suggerirgli di non perseguitare gli ebrei.
Pacifista, spirito libero e strenuo difensore dei diritti umani, lo scrittore Armin Wegner è riconosciuto dagli armeni come “Giusto” per essere stato uno dei primi a denunciare il dramma del loro popolo attraverso le fotografie scattate nei campi profughi della Mesopotamia. Quello stesso riconoscimento lo ha ricevuto nel 1967 anche a Gerusalemme per aver denunciato le leggi antisemite.

Non solo, durante la sua vita Armin Wegner ha raccontato e denunciato anche i crimini sovietici e scritto decine di lettere contro la guerra indirizzate ai grandi della Terra.

Ospite: Pietro Kuciukian

S1 E1: Moshe Bejski

La prima puntata della nostra serie è dedicata a colui che ha ideato il primo Giardino dei Giusti, quello di Yad Vashem, a Gerusalemme. Un luogo dove ogni albero piantato ricorda un uomo o una donna che durante la Shoah ha salvato almeno un ebreo dalla persecuzione nazista. Moshe Bejski lo ideò sapendo trasformare il suo destino personale in un esempio universale.
Scampato alla deportazione perché finito nella lista di Oskar Schindler, dopo il conflitto pagò il suo debito di gratitudine verso il suo salvatore conducendo una campagna controcorrente per onorare tutti coloro che salvarono gli ebrei.

Ospite: Gabriele Nissim

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