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Giusti

"È mio dovere dire quello che so"

Era il 26 aprile 1986, un sabato, una bella giornata... Ricordando adesso il viaggio verso il luogo del disastro, devo dire che non mi era nemmeno venuto in mente, all'epoca, che ci stavamo muovendo verso un evento di portata planetaria, che probabilmente sarebbe entrato per sempre nella storia dell'umanità.


Cambiamenti climatici: siamo sul punto di fronteggiare un forte riscaldamento?

Il fatto che la temperatura globale media negli ultimi decenni sia scesa ha indotto gli osservatori a non considerare l'effetto di riscaldamento dovuto alla CO2 prodotta dalla combustione di combustibili chimici. In questo rapporto presento un'argomentazione per dimostrare che tale noncuranza potrebbe non essere giustificata. E' possibile che siamo sull'orlo di un periodo di diversi decenni di rapido riscaldamento.


Cristina Cattaneo, la donna che dà un nome alle vittime del Mediterraneo

Cattaneo, 55 anni, medico e antropologo, è professoressa ordinaria di Medicina legale presso l’Università degli Studi di Milano ed è direttore del Labanof dell'Università di Milano. Si occupa dello studio dei resti umani; gli esperti sono in grado di ricondurre ai cadaveri l’epoca della morte, le cause del decesso e altri dati di carattere medico legale. Il laboratorio effettua circa 900 autopsie all’anno per conto delle procure di Italia e Svizzera.


Il judoka iraniano che ha sfidato Teheran

Saeid Mollaei, nato a Teheran il 5 gennaio '92, è un judoka iraniano naturalizzato mongolo attualmente rifugiato politico in Germania, dove ha trovato accoglienza dopo le tensioni intercorse tra lui e le autorità di Teheran...


Usare i social media in modo virtuoso, si può!

La diciassettenne americana Feroza Aziz è riuscita ad aggirare la presunta censura politica della Bytedance - la società cinese che gestisce TikTok e che nega attualmente di usare questo tipo di limitazioni - facendo un appello di consapevolezza sulla repressione degli uiguri in Cina, mentre fingeva di dare consigli di make up.


Intervista a Tadeusz Konopka, tra i fondatori Solidarnosc di Cracovia

In un manifesto apparso a Danzica l’anno scorso nel museo della Seconda guerra mondiale leggiamo: “Essere polacco è un orgoglio; il mondo sarebbe migliore se gli uomini degli altri Paesi assomigliassero di più ai polacchi”. Credo che questo slogan esprima bene l’attuale posizione del governo. 


I "Giusti"

esempi di resistenza morale al male estremo

La storia del Novecento è drammaticamente segnata da crimini contro l'Umanità, come il genocidio del popolo armeno nel 1915-'16; la Shoah nel corso della Seconda Guerra Mondiale; i gulag nel periodo del comunismo; le tragedie del Rwanda e dei Balcani negli anni '90. In ognuna di queste situazioni estreme sono esistiti uomini che hanno trovato la forza di opporsi al Male seguendo il principio della responsabilità personale.
Se non si può rintracciare con parametri rigidi la figura del "Giusto", se ne possono cogliere alcune caratteristiche comuni, presenti in tutte le esperienze genocidarie. Ciò che conta è la capacità di ascoltare la propria coscienza, di difendere il principio di umanità al di là dei condizionamenti ideologici, religiosi, politici, o etnici, sociali e culturali. Il paradigma è la preziosa esperienza della Commissione dei Giusti di Yad Vashem, allargata e approfondita nel segno di una riflessione universale sull'uomo.

Biografie dei Giusti

Né santi, né eroi

elogio delle virtù quotidiane

 

Multimedia

La battaglia culturale contro il terrorismo fondamentalista islamico

Olivier Roy, Alberto Negri, Hamadi ben Abdesslem, Hafez Haidar

La storia

Ayse Nur (Sarisözen) Zarakoglu

fu più volte incarcerata in Turchia per avere testimoniato la verità sul genocidio armeno